venerdì 15 luglio 2011

Recensione: ∀ Gundam Called Turn "A" Gundam (Turn A Gundam)

∀ GUNDAM CALLED TURN "A" GUNDAM
Titolo originale: ∀ Gundam Called Turn "A" Gundam
Regia: Yoshiyuki Tomino
Soggetto: Hajime Yatate, Yoshiyuki Tomino
Sceneggiatura: Yoshiyuki Tomino, Ai Ota, Hiroyuki Hoshiyama, Ichirou Ohkouchi, Jiro Takayama, Katsuhiko Chiba, Miya Asakawa, Tetsuko Takahashi
Character Design: Akira Yasuda
Mechanical Design: Syd Mead, Atsushi Shigeta, Kunio Okawara, Takumi Sakura
Musiche: Yoko Kanno
Studio: Sunrise
Formato: serie televisiva di 50 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anni di trasmissione: 1999 - 2000


Vero Calendario, anno 2345. Dopo i misteriosi fatti apocalittici connessi a un periodo storico dimenticato da tutti, conosciuto come Storia Oscura, la popolazione della Terra è regredita a uno scenario tecnologico che ricorda gli inizi del XX secolo. Regna la pace, fino al momento in cui i moonrace, popolazione del passato che 2000 anni prima è andata a stabilirsi sulla Luna, desidera tornare sul proprio pianeta natale, e, per questo, dà inizio a una guerra contro gli attuali terrestri con il suo temibile esercito, i Dianna Counter. Alla guida del misterioso robottone bianco da lui ritrovato, soprannominato "Diavolo bianco" o "Baffone", il moonrace Loran Cehack si schiera inaspettatamente dalla parte dei nemici della sua gente, al contempo cercando una soluzione che possa portare entrambe le razze a convivere pacificamente. Sarà protagonista di un'epica avventura a cui dà il via il bizzarro "scambio di persona" tra la regina del suo popolo, Dianna Soreil, e la sua padrona terrestre, Kihel Heim, identiche come due gocce d'acqua.

Alla fine
dello scorso secolo, qualcosa di importante cambia nel rapporto tra Yoshiyuki Tomino e la sua odiatissima saga di Gundam. Il regista riesce finalmente, dopo decenni di polemiche, a farsi riconoscere da Sunrise la paternità del franchise e a far inserire il suo nome nei copyright come creatore ufficiale di tutti i titoli1. È una bella rivincita, per un autore che ha sempre assistito con frustrazione allo sciacallaggio della sua serie, con infiniti sequel impostigli dai suoi datori di lavoro da ideare, scrivere e dirigere e che gli portavano in tasca solo il normale stipendio da regista e nulla degli enormi introiti economici dati dallo sfruttamento della licenza da parte dello sponsor Bandai. Tomino è al settimo cielo, e, ora che può avere tutti i soldi che vuole, è anche propenso a giudicare con più serenità i suoi lavori, fatti fino a quel momento controvoglia. ∀ Gundam Called Turn "A" Gundam (o Turn A Gundam, com'è più comunemente conosciuto nella sua abbreviazione), trasmesso nel 1999, è importante, fra le tante cose, soprattutto per questo: è, per il suo creatore, l'opera che lo riavvicina alla saga, cioè il Gundam con cui riconosce l'esistenza e "fa la pace" con tutti quelli passati e futuri, suoi e non2.

Dopo il modesto risultato dell'incompiuto Brain Powerd (1998), Tomino decide di dirigere il primo seguito di Mobile Suit Gundam (1979) da lui davvero voluto e sentito3. Turn A Gundam però si rivelerà un'opera dalla portata addirittura maggiore, potendosi considerare, nelle intenzioni iniziali del regista, come il capitolo davvero onclusivo dell'infinita epopea. All'epoca e per lungo tempo, il suo creatore lo intenderà come punto di chiusura del ciclo, e il ∀ del titolo, simbolo logico del quantificatore universale che riunisce in sé tutti gli elementi di un insieme (si legge "per ogni"), è profetico in tal senso: la serie fa convergere nella classica Era Spaziale delle origini (antichissima, cronologicamente posta a ben 10.000 anni di distanza dall'anno 2345 del nuovo calendario inaugurato, il Vero Calendario) tutte le altre linee temporali gundamiche - i vari Universi Alternativi - nell'ottica di un unico mosaico, legato, come intuibile, a quella misteriosa, enigmatica Storia Oscura che solo nel finale sarà svelata. Nel corso della vicenda, infatti, l'arretrato esercito terrestre, che ha appena iniziato a conoscere una nuova Rivoluzione Industriale ed è in grado di difendersi dagli invasori giusto con aeroplani e fucili dell'anteguerra, riuscirà a battersi alla pari con i moonrace solo scavando, rinvenendo sottoterra e usando in battaglia Mobile Suit (Zaku, Kapool, etc.) appartenenti all'antichissimo passato della Terra. A lungo andare, quindi, la guerra e le avventure di Loran porteranno lui e i suoi compagni alla scoperta delle origini del pianeta, del suo inspiegabile arretramento tecnologico e di come sia legata l'Era Spaziale a tutti i vari Universi Alternativi del franchise, in quello che sembra un intrigante aggiornamento del soggetto di Blue Gale Mecha Xabungle (nonostante Tomino citi tra le fonti di ispirazione il romanzo Il pianeta delle Scimmie di Pierre Boulle per il sovvertimento sociale e tecnologico tra terrestri e lunariani, il classico racconto popolare giapponese La storia del tagliatore di bambù per l'idea della Principessa della Luna che vuole conoscere la vita sulla Terra, e l'altrettanto antico manoscritto Torikaebaya Monogatari per quel che riguarda lo scambio di persona tra Dianna e Kihel4). Addirittura, a mo' di simbolico "cerchio che si chiude", nella storia di Tomino fa rivestire un ruolo fondamentale al robottone protagonista, il SYSTEM ∀-99 ∀ Gundam: se, nel 1979, l'autore ideava una storia dove il Gundam non era niente di più di un semplice armamento bellico un po' più forte degli altri, in questa serie i suoi poteri, apocalittici, lo rendono una vera e propria divinità della morte, la più devastante e pericolosa macchina da guerra che l'umanità abbia mai conosciuto, in grado di influenzare il destino del pianeta con la sua potenza smisurata. Dopo aver ideato il Robot Realistico, nella medesima saga Tomino inventa il suo opposto, lo evolve (involve?) nel Super Robot definitivo, quasi a chiudere in un'epoca nel genere robotico (dimentichiamo il Devil Gundam di Yasuhiro Imagawa, qui parliamo proprio del creatore della saga!). Tutti questi elementi, memorabili, renderanno Turn A Gundam il più originale Gundam mai girato: perfetto, ipotetico The End (nonostante questo primato sarà poi scalzato nel 2014 da Gundam - Reconguista in G) a una saga interminabile, il miglior modo di commemorare all'epoca il Ventennale del franchise. Del resto, i fatti parlano chiaro: nonostante i soliti bassissimi ascolti (2.99%5, uno sputo in più del 2.75% del precedente After War Gundam X) e le non esaltanti vendite di Gunpla e merchandise vario6 (ma, col passare del tempo, il ∀ Gundam e il CONCEPT-X 6-1-2 Turn X diverranno delle hit7) l'opera piacerà alla critica, venendo premiata quell'anno come miglior serie televisiva all'Animation Kobe8 e, cosa più importante, lo stesso Tomino dirà che è la sua serie gundamica di cui è in assoluto più soddisfatto9.


Ritengo, personalmente, che la serie sia di gran qualità e meriti l'entusiasmo del suo creatore, anche se mi è difficile giudicarla serenamente vista la sua atipicità quasi estrema per atmosfere e disegni, elementi che la rendono distantissima, quasi aliena, da tutte le produzioni animate del Mobile Suit bianco, e che rendono difficile capire se certe riserve nell'apprezzarla molto di più siano frutto di un'idiosincrasia personale di chi scrive verso cambiamenti troppi radicali, o se alcuni suoi problemi siano davvero tali e oggettivi.

Turn A Gundam racconta, sotto ogni punto di vista, una storia estremamente lenta. Quasi a voler simboleggiare la sua ritrovata serenità, il regista sceglie di rifiutare quasi in toto la classica epica gundamica dei combattimenti spettacolari all'ultimo sangue, del facile dramma e delle facili stragi, e narra questa volta la Guerra e la difficoltà di comprensione con calma e fittissimi dialoghi, analizzandole dall'inedito punto di vista della diplomazia tra le due parti, raccontando quanto siano difficili da superare le diffidenze, quanto sia doveroso scendere a compromessi e scegliere le parole esatte per non offendere l'interlocutore e quanto sia arduo tenere a freno i generali guerrafondai del proprio esercito che vorrebbero evitare il dialogo e usare subito le maniere forti. Sono esplorati addirittura i rapporti scontrosi tra le diverse milizie terrestri che pur lottano per la stessa causa. Gran parte della storia verte  sui tentativi di Loran, della regina Dianna e di Kihel (queste ultime due si scambiano i posti per poter capire cosa ne pensa l'altra parte della guerra, in una curiosa rielaborazione de Il Principe e il Povero di Mark Twain, quarta e ultima fonte ufficiale di ispirazione per quel che concerne lo scambio della classe sociale dei personaggi10) di combattere i complotti e trovare un compromesso accettabile per tutti, perlopiù attraverso il dialogo e solo in ultimo luogo con le maniere forti. Non mancheranno, certo, tentativi di golpe, spionaggio, colpi di scena assortiti e antagonisti dotati di Mobile Suit di una potenza allucinante, ma è indubbio che in questo lavoro Tomino rifiuti il mood del passato, aborrisca i combattimenti gratuiti che non servono a niente (e infatti è rarissima una serie gundamica come questa dove per interi episodi manca una qualsiasi battaglia) e il pathos affidato a carneficine, e manchi di citare esplicitamente i Newtype: preferisce lasciare tantissimo spazio alle iterazioni tra personaggi. Il buffo Gundam protagonista, quel "Diavolo Bianco" contraddistinto da assurdissimi baffi, preferisce usarlo per dissacrare l'aura "eroica" del celebre Mobile Suit (viene spesso usato per usi impropri, come lo stendere al sole indumenti appena lavati, prendere il posto di un ponte appena caduto per far passare una fila di veicoli, o addirittura sollevare animali ingrombranti) più che mostrarlo in azione.

Facile prevedere che la combinazione di queste cose porti a una narrazione molto riflessiva e intellettuale, posata, quasi tendente allo slice of life, per nulla trascinante come in passato, e questo potrebbe di certo cogliere di sorpresa chi si aspetta il tipico Gundam epico e oscuro. Come se ciò non bastasse, anche il design della serie è spiazzante a dir poco: per simboleggiare l'avanzatissimo futuro delle tecnologie11, Tomino richiede allo staff un mecha design stravagante e slegato dagli storici look dell'Era Spaziale (avvenuta, ricordiamolo, migliaia di anni prima, quindi è del tutto normale che i canoni estetici siano enormemente cambiati nell'arco di così tante generazioni). I robottoni (quelli nuovi, evitando di contare le unità disseppellite del passato) ne escono grotteschi e deformi, per nulla umanoidi e anche orribili a vedersi, e l'apice coincide con l'assurdo Gundam coi baffoni, il ∀ Gundam, addirittura creato da un occidentale (Syd Mead, collaboratore di vecchia data di Ridley Scott dai tempi di Alien e Blade Runner), che non si riesce a capire in alcun modo se sia ridicolo o geniale. Non stupisce, in questo modo, né il flop di vendite di modellini, né l'idea che chi ha amato Gundam per i suoi effetti scenici cool potrebbe odiare Turn A Gundam come la morte. Come il mecha, anche il chara è stranulato: i disegni sono affidati ad Akira Yasuda, a cui Tomino chiede uno stile buffo e iper-semplicistico - spesso quasi caricaturale - in linea con le atmosfere solari e bucoliche della storia, che ha luogo per oltre metà della sua durata in ambienti montanari dati da pecore, mucche, cascate, grotte sotterranee, villaggi di contadini e verdi paesaggi (un po' come ai bei tempi di Mobile Suit Victory Gundam). Il Tomino nichilista e truce è ormai solo un ricordo: anche se la trama rimane fino in fondo drammatica, è raccontata con un fare sereno e tranquillo, speranzoso, che non disdegna neppure l'ironia. Queste atmosfere lentissime e (spesso) sonnolente, il design generale osticissimo e un davvero eccessivo numero di personaggi (così tanti che non vi è modo di renderli davvero tridimensionali, la maggior parte di loro si limita a rubarsi lo spazio a vicenda, rimanendo giusto funzionale alla narrazione) sono quei tratti dell'opera che la rendono a mio parere, per molti versi, difficile nonostante l'originalità. Le prime trenta puntate, poi, interessate a raccontare come il conflitto venga vissuto da molteplici punti di vista di più attori, tutti influenzati dalla propria cultura e personalità, sono davvero troppo dispersive oltre che letargiche.

Per contrasto, quando arriva a risolvere tutti i misteri e a concludersi con esaltanti colpi di scena (insomma, la parte finale di trama ambientata nello spazio), dando agli attori davvero principali il tempo di svilupparsi magnificamente, Turn A Gundam splende come un diamante e riscatta l'estenuante lentezza precedente. La perizia tecnica, poi, conferisce fin dall'inizio un intrigante appeal cinematografico al titolo, dato dal budget milionario concesso per la realizzazione di fondali e animazioni e, soprattutto, per la bella colonna sonora di Yoko Kanno, autrice del bellissimo tema portante della serie (Tsuki no Mayu) e di litanie eteree e medievaleggianti che valgono il prezzo della visione e che le fanno talvolta addirittura assumere i contorni, per poesia e musicalità, dell'Opera.


Riuscita (e classica) favola tominiana sulla comprensione tra razze e sui pericoli di un eccessivo progresso tecnologico, Turn A Gundam potrebbe rappresentare potenzialmente un hit or miss senza vie di mezzo per gli spettatori, che siano fan o meno del robottone in questione, ma questo nulla toglie all'importanza di un titolo oserei dire addirittura fondamentale nella saga, di quelli da non perdere per nessuna ragione.
Mobile Suit Gundam Thunderbolt (2015-2016; serie ONA)
Mobile Suit Gundam: The 08TH MS Team (1996-1999; serie OVA)
Gundam Evolve../ 11 RB-79 Ball (2005; OVA)
Mobile Suit Gundam 0083: L'ultima scintilla di Zeon (1992; film)
Mobile Suit Z Gundam (1985-1986; TV)
Gundam Evolve../ 12 RMS-099 Rick Dias (2005; OVA)
Gundam Neo Experience 0087: Green Divers (2001; corto)
Mobile Suit Gundam ZZ (1986-1987; TV)
Mobile Suit Gundam: Il contrattacco di Char (1988; film)
Mobile Suit Gundam Unicorn (2010-2014; serie OVA)
Mobile Suit Gundam Unicorn RE:0096 (2016; TV)
Mobile Suit Gundam Unicorn: One of Seventy Two (2013; corto)
Mobile Suit Gundam F91 (1991; film)

SEQUEL


FONTI
1 Questo retroscena proviene dal databook "∀ Gundam Art Works" (Impress Communication, 2007), gentilmente tradottimi da Garion-Oh (Cristian Giorgi, traduttore GP Publishing/J-Pop/Magic Press e articolista Dynit)
2 Come sopra. Confermato da un'intervista di Yoshiyuki Tomino rilasciata ad Anime News Network (http://www.animenewsnetwork.com/interview/2009-10-23/yoshiyuki-tomino)
3 Come sopra
4 Come sopra
5 Sito internet (in giapponese), http://toro.2ch.net/test/read.cgi/shar/1336141685/
6 Consulenza di Garion-Oh. Confermato da intervento del 2003 del regista Mitsuo Fukuda (la sintesi della sua intervista è riportata nel sito Gunota, http://aeug.blogspot.it/2003_11_01_archive.html#106964206584707878)
7 Consulenza di Garion-Oh
8 Guido Tavassi, "Storia dell'animazione giapponese", Tunuè, 2012, pag. 294
9 Vedere punto 1
10 Come sopra
11 Come sopra

9 commenti:

Anonimo ha detto...

una serie davvero bella, testamento spirituale di Yoshiyuki Tomino, che indica su cosa dovrebbe vertere il franchige di gundam: i personaggi e la loro caratterizzazione; secondo me è a causa di ciò che la Sunrise realizza periodici reboot del Mobile Suit bianco; si sono persi lungo la strada

Michele Ferrara ha detto...

Ho guardato le serie fino a Gundam Unicorn(0079,08th ms,0080,0083,Z,ZZ e CCA) e tra poco guarderò F91,quindi mi consigli di guardare adesso questo Turn A Gundam o devo guardare qualche altra serie prima?

P.S. ne sai qualcosa sul manga di Turn A?Vale la pena leggerlo?

Jacopo Mistè ha detto...

Idealmente Turn A andrebbe visto dopo aver guardato tutte le serie gundamiche, UC e anche "alternative", quindi in quest'ottica dovresti vederti F91 ma anche Victory, G, Wing e X (questo perché la sua linea temporale è quella in cui confluiscono tutte le altre). Ma fortunatamente è pienamente visionabile anche da solo, al massimo ti perderai gli omaggi e le strizzate d'occhio alle opere precedenti, che sono appunto citazioni ma poco di più.

Il manga di Turn A non l'ho letto, ma da quello che so dovrebbe essere una trasposizione fatta bene (rispetto a quelle pessime pubblicate da Star Comics e Planet Manga), anche se, appunto, rimane il dubbio del perché leggersi una versione cartacea di una storia nata per stare dentro 50 episodi televisivi. Io consiglio sempre di leggere i pochi manga buoni nati come tali e che espandono la storia, ad esempio l'ottimo (io almeno l'ho apprezzato parecchio) Crossbone Gundam che funge da seguito ad F91, e che ne chiude le varie sottotrame rimaste aperte. :) Lo trovi tradotto in inglese.

Michele Ferrara ha detto...

Ok grazie,quindi aspetterò ancora un po' prima di visionare Turn A. Oltre a Victory, G, Wing e X, lo stesso discorso vale anche per Seed e 00?Perchè sono quei 2 che mi interessano di più tra questi rimasti.

Per il manga di Turn A, se non fosse per il fatto che l'ho trovato a 1/3 del prezzo ed era nuovo, non l'avrei mai preso proprio perchè di solito i manga tratti da anime non sono il massimo.

Crossbone ho intenzione di leggerlo dopo F91 da quando ho letto un tuo commento su AC :P
Anche se io spero in una trasposizione animata

P.S. Unicorn ti sta piacendo?A me molto!

Jacopo Mistè ha detto...

Guarda, Turn A nasceva per porsi come ideale conclusione dell'intera saga. Ovvamente in esso sono citate giusto le serie precedenti, ma inutile dire che anche SEED, 00 ed age sarebbero finiti lì dentro se fossero usciti prima (e questo varrà anche per tutte le serie future che Sunrise si inventerà). Ma appunto per questo si può sottolineare che Turn A è sempre visionabile autonomamente, basta solo partire dall'assunto che è idealmente l'ultima serie da guardare fra tutte :)

Unicorn sono arrivato all'episodio 4. Posso dire che, per quanto molto "marchettaro" - come è stato spesso definito - nel voler far rientrare in scena un mucchio di personaggi secondari o dimenticati delle serie classiche per "celebrare" il brand, a me sta piacendo. Ovviamente il giudizio finale lo si potrà tirare solo alla conclusione di serie, ma per ora, tra un protagonista più maturo del solito, una realizzazione tecnica/registica impeccabile, belle musiche e una storia adulta e priva di vaccate eclatanti (rispetto agli ultimi "capolavori" trash di livello di Gundam AGE e Valvrave), posso dire che la definirei una serie di buon/alto livello.

PS Su AC che utente sei? :)

Michele Ferrara ha detto...

Ah ok,quindi anche le serie che vengono/verranno dopo Turn A si incastrano lì!

Unicorn è sicuramente una buona serie per il momento. In effetti Sunrise con Valvrave ha deluso anche me,Gargantia già gli è superiore,tanto per citare una della production I.G. di questa stagione.

Su AC mi chiamo Texhnolyze,ma praticamente lo uso solo per leggere news/recensioni.Non faccio recensioni e ho commentato massimo 3 volte,almeno per ora :)

Jacopo Mistè ha detto...

Ok ho capito. Lieto di esserti stato di aiuto, e grazie per i commenti.Se hai voglia di fare quattro chiacchiere chiedimi pure l'amicizia su AC :)

PS Concordo che Gargantia sia la miglior serie "robotica" della stagione (per quanto il termine le stia stretto). Valvrave lasciamo stare, Majestic Prince idem.

Michele Ferrara ha detto...

Ok,lo farò sicuramente!

Anonimo ha detto...

A me Valvrave e Majestic Prince stanno piacendo, e anche molto
(Gargantia aspetto che si concluda prima di vederlo, ma si sta dimostrando una bella serie, al pari di Rinne no Lagrange, altro successo di Production I.G. della scorsa stagione)

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