lunedì 2 gennaio 2017

Recensione: Mazinger Z contro il Generale Nero (Mazinga Z contro il Generale Nero)

MAZINGER Z CONTRO IL GENERALE NERO
Titolo originale: Majinga Z tai Ankoku Daishougun
Regia: Nobutaka Nishizawa
Soggetto: Go Nagai
Sceneggiatura: Susumu Takaku
Character Design: Keisuke Morishita, Yoshiyuki Hane
Musiche: Michiaki Watanabe
Studio: Toei Animation
Formato: mediometraggio cinematografico (durata 43 min. circa)
Anno di uscita: 1974
Disponibilità: edizione italiana in DVD & Blu-ray a cura di Yamato Video


È triste il fatto che, della lunga serie di robot nagaiani degli anni '70 prodotti da Toei Animation, nonostante la loro popolarità pressoché immensa, il valore storicamente fondamentale e gli altissimi ascolti storici rimediati all'epoca nei canali giapponesi, qualitativamente si salvi oggi davvero ben poco. Per la fiaccante ripetitività degli schematismi tokusatsu del "monster of the week", per l'alto numero di episodi di ogni serie (la sola trilogia Mazinger Z/Great Mazinger/Ufo Robot Grendizer ne conta 222), per l'approccio estremamente infantile di narrazione e per i budget mai realmente elevati (che spesso si sono espressi in disegni grezzi e animazioni scadenti), penso che quasi qualunque spettatore odierno che non sia cresciuto con essi (e che quindi non li guardi con approccio nostalgico) non avrà problemi a definirli per quello che sono: delle "bambinate" fatte con pochi soldi che hanno creato il genere mecha ma che oggi sono però inguardabili, più importanti che belle. Ritengo però che alcune produzioni Toei/Nagai riescano per certi versi (importante sottolinearlo) a superare lo scoglio delle ingenuità: mi riferisco nel caso specifico a DevilMan (1972) e Cutie Honey (1973), cui disegni e animazioni sono così belli e curati da permettere alla sola confezione di diventare primario motivo di visione, per finalità puramente artistiche (del resto, "gente" come Kazuo Komatsubara e Shingo Araki ha fatto la Storia e un motivo pure ci sarà). Bisogna tuttavia fare comunque dei distinguo: le due serie sopracitate sono anche "abbastanza" brevi (39 e 25 episodi) e soprattutto dai toni molto adulti e interessanti (il primo è il first horror/splatter animato della Storia, il secondo è il primo ecchi), tali da risaltare parecchio ancora oggi. Inutile dire che se quei toni non ci fossero stati e se la loro lunghezza fosse molto più elevata, forse anche loro presto o tardi verrebbero a noia, confezione straordinaria o meno (un esempio su tutti Getter Robot del 1974, pur con il bel tratto di Komatsubara). Inversamente, i film celebrativi di Mazinger Z and co., bambineschi ma molto brevi (mediamente 40 minuti) e disegnati e animati a regola d'arte con un sacco di yen, sono estremamente più godibili rispetto alle lunghissime e interminabili serie TV low budget. È feroce ironia, sì, eppure a mio modo di vedere sopravvivono alle intemperie della vecchiaia e dello scorrere del tempo solo e unicamente proprio questi innocui team-up robotici filmici, inaugurati nel 1973 dal già piacevolissimo Mazinger Z contro DevilMan. Delle varie serie TV preferirò in eterno continuare a consigliare gli adattamenti manga a cura di Gosaku Ota (la trilogia di Mazinger Z) e di Ken Ishikawa (la Getter Saga), più articolati rispetto alle controparti Toei.

Mazinger Z contro il Generale Nero è il secondo film della saga di mediometraggi e a suo modo è non solo un bel filmetto, ma anche una storia di una certa importanza per i fan dell'epoca di Mazinger Z. È proiettato alla rassegna Toei Manga Matsuri il 25 luglio 1974, mentre in TV la serie è arrivata all'episodio 86, e possiamo solo immaginare lo shock dei bambini giapponesi che hanno visto su maxischermo un'avventura così cupa, spiazzante e piena di colpi di scena, che anticipava il finale ufficiale dell'anime di un mese e mezzo. Il robottone nagaiano non si è mai visto prima così debole e impotente contro la nuova minaccia nemica, il rinato esercito di Micene che ispirava il dott. Hell nelle sue creazioni meccaniche, apparentemente disperso nel tempo ma che in verità sopravviveva in fondo agli oceani e costruiva i robot più potenti mai visti. I più grandi Paesi della Terra sono subito distrutti dalla  ferocia delle bestie micenee (salvo ovviamente Tokyo, l'ultimo avamposto dell'umanità!), Koji Kabuto e il suo robot sono così deboli da non avere alcuna speranza di vittoria e combattono eroicamente pur sapendo che la loro sorte è segnata, l'Istituto di Ricerca sull'Energia Fotonica è quasi distrutto e il piccolo Shiro Kabuto rischia la vita, un inquietante profeta lancia oscuri anatemi, il massiccio Generale Nero comanda l'esercito miceneo promettendo sofferenze inaudite alla razza umana e infine appaiono dal nulla un nuovo Mazinger, un nuovo pilota e un nuovo professore che danno il cambio ai nostri eroi. Il film funge insomma da prequel semi- ufficiale (dico così perché comunque la vicenda sarà rianimata da zero nella puntata 92 di Mazinger Z, infinitamente più insignificante) alla serie TV Great Mazinger (1974), che inizierà le trasmissioni l'8 settembre 1974.


Cosa c'è realmente da dire in merito della pellicola? Che nel corso dei suoi 43 minuti è piena di ritmo e azione ben realizzata, vive di atmosfere epiche e apocalittiche mai assaporate prima in Mazinger Z e visivamente è una gioia. Col suo spettacolare widescreen, le animazioni strabordanti e fisicissime, l'azzeccatissimo mechanical design delle stravaganti creature nemiche (peccato sia impossibile scoprirne l'autore), i caldi cromatismi che esplodono in nitidezza (caldissimamente consigliata la visione in Blu-ray per apprezzarli al top), distruzioni realizzate con enorme cura artigianale e i combattimenti trucidi e "violenti" (se così si possono definire), in cui il robottone che dà il nome alla serie è letteralmente fatto a pezzi dai mostri micenei sembrando un essere umano lentamente smembrato, Mazinger Z contro il Generale Nero si ricorderà come una divertente esplosione di colori, disegni e mazzate a cui dà voce una realizzazione tecnica impeccabile. Inutile porre l'attenzione sui soliti dialoghi ingenui pienamente degni del target (ben rappresentati dalla sequenza coi titoli di apertura del film, che mostra una carrellata di disegni del Mazinger Z realizzati presumibilmente da studenti delle elementari): di questo film mi preme sottolineare la gioia estetica contenuta in appena 40 minuti di girato che ampiamente le fanno meritare la visione. Il resto? Chi se ne importa.

In Italia, il mediometraggio è stato distribuito secoli fa in VHS da Dynamic Italia con due doppiaggi: uno con nomi originali di personaggi e armi, l'altro usando quelli inventati dell'adattamento italiano storico di Mazinger Z (Koji che si chiama Ryo, Breast Fire che diventa Raggio Termico, etc.). Peccato che, nonostante le buone intenzioni, entrambe pecchino di dialoghi non sempre precisi e talvolta addirittura inventati nonostante il senso sia sempre molto simile a quello originale (niente a che vedere, comunque, con un qualsiasi trattamento che gli sarebbe stato riservato su reti televisive, è pacifico)Yamato Video ha distribuito in DVD e Blu-ray l'intera collezione di tutti i film Toei Animation basati sulle opere robotiche di Go Nagai (il cofanetto Go Nagai Super Robot Movie Collection), con entrambe le versioni ma sopratuttto con sottotitoli fedeli e non basati sulla trascrizione dell'audio italiano.

Voto: 7,5 su 10

RIFERIMENTO
Mazinger Z (1972-1974; TV)

11 commenti:

Alberto ha detto...

In italia non finirono mai di doppiare mazinger Z, così pure per me, da piccolo, questo film fù l'unico "passaggio di testimone" tra lo Z ed il Great (Seguivo gli episodi alla rinfusa ma ci ero arrivato a capire quale serie veniva prima cronologicamente). Ricordo che praticamente mi misi a piangere a vedere Mazinger Z ridotto cosi male, era un età in cui pensavi che i tuoi eroi esistessero sul serio :) !

Acromio ha detto...

Dovreste fare più attenzione agli adattamenti che consigliate, dato che il doppiaggio di Mazinger Z VS il Gran Generale Oscuro è inventato praticamente da capo a piedi ed è sbugiardato dagli stessi sottotitoli che Pezzenti Video ha inserito nella sua versione HV.

Un esempio, su tanti:
doppiaggio: "Mi dispiace dovertelo dire, ma non sarà così facile"
sottotitoli: "Non abbiamo mezzi per fronteggiarli"

Come faccio ad essere così sicuro che il doppiaggio non sia fedele e i sottotitoli sì? Beh, il doppiaggio è di Bassanelli...

Jacopo Mistè ha detto...

Effettivamente, dato il vecchio doppiaggio Dynamic, non avevo dubbi fosse abbastanza fedele... Mi hai messo una pulce nell'orecchio, vedo al più presto di fare qualche prova col Blu-ray mettendo a confronto audio e sub. ;) Grazie per la segnalazione intanto!

Cristian Giorgi ha detto...

Sbagli a pensare che i bambini di oggi si annoierebbero. Io ho amici che per esempio si sono guardato tutti Grendizer coi figli di 6 e 12 anni e loro l'hanno molto apprezzato. Perché cmq era fatto per il loro target. A volte tendi troppo a considerare le cose da adulto, senza pensare chi deve vedere davvero certi anime.

Jacopo Mistè ha detto...

Rispetto ovviamente l'opinione ma non la condivido.
Io sono dell'idea che un'opera di reale valore rimanga bella e godibile vista a qualsiasi età, non solo infantile. Negli anni '70 ci sono stati numerosi anime per bambini che oggi sono dei classici evergreen per tutti. Non penso solo alla roba "d'autore" di Miyazaki, Takahata, Matsumoto e Dezaki (e tralascio anche di citare gli anime di Tomino, nonostante "ufficialmente" siano anch'essi per piccoli), ma anche ad esempio ai robotici di Saburo Yatsude, sempre per infanti ma comunque dotati di elementi di interesse che spiccano e li rendono "usufruibili" anche dai maggiorenni. I nagaiani per me sono ancora tanto preistorici ed embrionali, troppo infantili, troppo ripetitivi e con poche idee che li differenziano da un episodio all'altro, quindi molto simili a titoli ormai invecchiati male come un Tetsujin 28 o un Astroganga.
Da questo il mio gradimento abbastanza basso (salvo, come detto, DevilMan e Cutie Honey, ma per questioni diverse e perché sono comunque opere più per adulti che per bambini).

Sam ha detto...

Scusa Mistè, ma Peppa Pig allora ?
Se piace a un bimbo di 3 anni deve piacere per forza a un adulto ?
Perché diciamocelo chiaro e tondo : i bimbi non capiscono una mazza, non hanno gusto e si bevono qualsiasi schifezza gli propini.
Quante cose che hai amato da bambino che da adulto hai detto " che vaccata " ?

Il tuo paragone con Dezaki o Nagahama è sbagliato, perché loro si rivolgevano agli adolescenti, anche se ufficialmente i loro erano "anime per bambini".
I bambini li adoravano perché capivano che stì cartoni parlavano a loro dei fatti della vita in maniera seria , senza trattarli come dei ritardati.

Jacopo Mistè ha detto...

Peppa Pig non so.
Ma i Jetson, i Flintstones, i Looney Tunes, i corti Disney, Batman the Animated Series, Tasmanian Devil, Conan il ragazzo del futuro, L'isola del tesoro e tanti altri cartoon/anime rivolti al 100% ai bambini sono al 100% apprezzabili anche dagli adulti. Penso al robotico e mi viene in mente, se non accetti un Voltes V, allora uno Xabungle.
Questo per dire che sono tutte opere di qualità medio-alta proprio per questi motivi, ossia perché sono evergreen immortali.

Sam ha detto...

ma tanti di questi caRTONI che citi non sono rivolti ai bambini
I cartoni di Miyazaki sono più rivolti ad adulti che ricordino quando erano bambini.
I Jetson e Flinstone erano cartoni rivolti ad adulti, delle sitcom animate.
Come i Simpson, anche se di epoche diverse.
Che li guardassero anche i bambini, è un altro discorso.
Batman aveva alti e bassi mostruosi con puntate davvero sciocche e infantili e altre molto belle ( cmq Spesso tratte dai fumetti)
.
Tasmanian devil è simpatico ma è un pò una puttanata, dai.
Ci sarà un motivo se i cartoni USA non mai attecchito davero da noi (tranne i Disney e i cartoni meno moraleggianti come i Simpson e compagni ) MENTRE QUELLI GIAPPONESI sono diventati parte della nostra cultura e veri fenomeni di costume.

Anonimo ha detto...

sono-l'anonimo-senza-nick

Jacopo Mistè ha scritto:
> Ma i Jetson, i Flintstones, i Looney Tunes, i corti Disney, Batman the Animated
> Series, Tasmanian Devil, Conan il ragazzo del futuro, L'isola del tesoro e tanti
> altri cartoon/anime rivolti al 100% ai bambini sono al 100% apprezzabili anche
> dagli adulti.

Adulti con qualche problema, in molti casi.

Un conto è guardare animazione insieme ai propri figli e un conto e' guardare da soli animazione pensata per quelli che potrebbero essere i propri figli.

Per la cronaca: l'opinione verso un adulto che guarda i cartoni animati e' la medesima in tutto il mondo.
Anzi, in Giappone il fatto e' decisamente piu' grave che, ad esempio, in USA (una realta' sociale in cui, con la crescita, una persona acquisisce una maggiore liberta' personale. In Giappone, invece, la liberta' individuale la si perde proprio con la crescita...e la si riacquista in vecchiaia).

Jacopo Mistè ha detto...

Pensi davvero che un commento del genere meriti una risposta seria?

Anonimo ha detto...

Purtroppo le produzioni mecha di Nagai sono intoccabili per molti ma la qualità è altra roba...l'animazione anni 70 è soprattutto Dezaki e Matsumoto...

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