lunedì 19 dicembre 2016

Recensione: Sailor Moon S (Sailor Moon e il Cristallo del Cuore)

SAILOR MOON S
Titolo originale: Bishoujo Senshi Sailor Moon S
Regia: Kunihiko Ikuhara
Soggetto: Naoko Takeuchi
Sceneggiatura: Katsuyuki Sumisawa, Megumi Sugihara, Shigeru Yanagawa, Sukehiro Tomita, Yoji Enokido
Character Design: Ikuko Ito
Musiche: Takanori Arisawa
Studio: Toei Animation
Formato: serie televisiva di 38 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anni di trasmissione: 1994 - 1995
Disponibilità: edizione italiana in DVD a cura di Dynit


È da sempre, almeno nei territori occidentali (ignoro in quelli orientali), consolidato l'assunto che che Sailor Moon S (1994) (S per Special, stavolta1), terza stagione animata di Sailor Moon, rappresenti l'apice della saga, il capitolo più riuscito, meglio disegnato e animato, più articolato (degli altri, non certo in senso assoluto), dotato di intuizioni e idee visive originali, registicamente più interessante e che più di qualsiasi altra serie del brand si avvicina all'essere un "anime d'autore", vista l'impronta personale decisamente stravagante che le dà il suo regista, Kunihiko Ikuhara, che in questo contesto inizia a inserirvi quegli elementi simbolisti che contraddistingueranno la sua visione artistica. Ritengo che quest'acclamazione popolare da parte dei fan sia decisamente meritata e sì, sono d'accordo che parliamo davvero del miglior capitolo della Bella guerriera che veste alla marinara, ma rimane un fatto che gli elementi di personalità di Sailor Moon S debbano comunque fare a pugni, come sempre, con quell'ammasso di stereotipi e faciloneria narrativa che sono distinguibilissimi e, purtroppo, eterno marchio di fabbrica e dannazione di questa lunga epopea action che continua a cercare mire epiche e seriose con un approccio estremamente infantile. Grande rammarico, quindi, per un anime che potrebbe essere notevole potendo fare a meno del marchio Sailor Moon e delle sue "gabbie" narrative, ma che purtroppo, facendo parte del suo mondo, risulta alla fine imperdibile solo per i soliti appassionati.

La trama di Sailor Moon S ruota attorno alle apocalittiche visioni di Rei Hino aka Sailor Mars (la più amata da Ikuhara2, sarà un caso?), che continua a vedere Tokyo e le sue compagne distrutte da un'enorme esplosione di energia causata da una qualche entità soprannaturale. Il pericolo è stavolta rappresentato dall'organizzazione Death Busters, che mira a rinvenire i tre Talismani Leggendari nascosti nei tre Pure Heart Crystal, i cuori delle persone più pure al mondo: unendo questi otterrebbe il Sacro Calice ossia il Santo Graal, un artefatto magico che permetterebbe di dare luogo a un avvenimento importante (legato a due malefiche entità di un altro sistema solare e alla malaticcia figura della giovane e sventurata Hotaru Tomoe, amica di Chibi-Usa) che culminerebbe, appunto, con la fine della Terra profetizzata da Rei. Con l'ausilio di nuovi poteri rappresentati dall'evoluzione del Cristallo d'Argento Illusorio nel Cosmic Heart Compact, Usagi e compagne daranno battaglia agli emissari del nemico (i Daimon) e ai loro frequenti tentativi di rintracciare le reliquie risucchiando l'animo agli umani "papabili" di avere un cuore cristallino. Saranno aiutate e al contempo ostacolate da due nuove guerriere Sailor provenienti dai limiti più estremi del Sistema Solare, Sailor Uranus e Neptune, i cui reali scopi rimarranno oscuri per un bel pezzo.

Il primo e più vistoso elemento di discontinuità col passato sono gli aggiornati disegni, già annunciati dal nuovo cambio di immagini nella solita sigla d'apertura Moonlight Densetsu, enormemente più belli, sinuosi, suggestivi e dettagliati, che confermano come il character design passi dalla Kazuki Tadano alla ancor più affascinante (come tratto, ovviamente) Ikuki Ito: anche se le animazioni continuano a non bucare lo schermo, aggirandosi su un budget modesto, la cura nella raffigurazione delle figure umane raggiunge quasi i livelli di splendide illustrazioni, accompagnate da un'altrettanto rinnovata cura nei fondali. Spettacolari sono anche le aggiornate sequenze di trasformazioni e attacchi, tra cui vale la pena citare quelle delle due new entries, le "Outer Senshi" Haruka Ten'ou e Michiru Kaio, rispettivamente Sailor Uranus e Neptune, le cui sequenze di "vestizione" sono realizzate "in incognito", insieme a schizzi preparatori vari, da un non accreditato Hideaki Anno3, megafan e amico personale di Ikuhara. Anche le composizioni musicali aumentano di qualità, azzeccando alcuni brani e insert song davvero orecchiabili e accattivanti.


Il secondo elemento di rottura è decisamente - e questo è uno dei motivi fondanti della popolarità dell'opera all'estero - la straniante e a tratti aliena narrazione di Ikuhara, che infarcisce la vicenda, linearissima come sempre, di un gran numero di riferimenti verbali o anche materiali (la forma dei tre Talismani) alla filosofia (il Daimon socratico), all'astrologia e alla mitologia cristiana (il Santo Graal, il Messia, etc.). Non si risparmia neanche idee visive e sonore decisamente surreali e divertenti, degne delle fantasiose assurdità che si vedranno ne La rivoluzione di Utena (1997), come gli aspetti fisici e i poteri sempre più bizzarri dei mostruosi Daimon (spiriti "fusi" dentro oggetti di tutti i giorni, che assumono poi forma antropomorfa) e il grottesco "lovely!" che urlano ogni volta che vengono eliminati da Usagi e compagne, l'arsenale delle Witches 5, gommose "trappole nemiche", l'ossessiva comicità dell'attacco Pink Sugar Heart Attack di Sailor Chibi Moon, il delirante colpo Moon Spiral Heart Attack di Sailor Moon e le apparizioni della bianca station wagon di Eudial (che a ogni nuova missione sbuca fuori dal nulla da posti sempre più diversi). Del terzo e finale elemento di discontinuità ce ne accorgeremo, infine, a metà serie inoltrata, quando, con la conclusione di un primo, simbolico arco narrativo, la restante parte di trama (premetto che non parliamo di due vicende isolate come nel precedente Sailor Moon R, ma sempre di un'unica storia, solo spezzettata in due momenti) assumerà una incredibile velocità di narrazione, eliminando riempitivi e focalizzandosi unicamente sulla continuity, sui colpi di scena e sul mandare avanti l'avventura in modo speditissimo, quasi "di corsa", liquidando in un battibaleno le solite situazioni, i soliti rituali e i soliti nemici per presentare un avvenimento importante dietro l'altro (addirittura Haruka e Michiru, dallo screentime precedentemente corposo, quasi spariscono dalle scene!), non si capisce se per scelta artistica o imposizioni esterne (come diminuzione degli ascolti e chiusura affrettata, il che spiegherebbe il numero di episodi sempre più al ribasso rispetto alle serie precedenti). Addirittura demenziale che, dopo siffatta "corsa al finale", venga inventato un futilissimo riempitivo nella puntata conclusiva (!).

Sailor Moon S è, insomma, a più tratti stravagante e curioso, e questo ritengo sia il suo merito maggiore, insieme all'abbandono della formula tokusatsu nella seconda parte di storia e alla solita simpatia del cast storico delle cinque guerriere (Usagi e Chibi-Usa sono addirittura più sopportabili dato che starnazzano di meno come galline). Per il resto, la solfa è sempre la solita con tutti i suoi problemi. Le stranezze di Ikuhara e i suoi richiami intellettuali mascherano una trama che sembra intrigante dalle premesse ma che poi si risolve nella banalità: il Santo Graal, i Pure Heart Crystal, la tragica figura di Hotaru e di suo padre, i conflitti interiori della cinica Haruka e le atmosfere sinistre e apocalittiche nelle parti conclusive non escono dal solito manicheismo "Bene assoluto contro Male assoluto", dato da buoni che rimangono tali e non si "sporcano" neanche ai costi più estremi e cattivi "cattivissimi" che vogliono distruggere il mondo per chissà che esigenze. Anche i drammi di Hotaru e del suo fato (non posso anticiparli, ma sono ampiamente prevedibili) seguono un percorso di inaudita banalità e buonismo. Il virus dei "buoni sentimenti", in effetti, che già martirizza in abbondanza le prime due serie delle guerriere Sailor, è in Sailor Moon S probabilmente al top dei suoi sciagurati effetti, rendendo le scelte più importanti dei protagonisti in merito alla risoluzione della vicenda, specialmente da parte della sempre insulsa e sempre immatura Usagi, di un'inverosimilità odiosa e incancellabile.

La sospensione dell'incredulità è messa a durissima prova non solo da quelle scelte narrative di rarissima deficienza intellettuale, ma anche da un altro dei difetti, o meglio ingenuità pesantissime, che Sailor Moon non ha mai corretto in passato e che qui diventa ancora più grave: com'è possibile che nel mondo di Sailor Moon queste guerriere, che combattono senza indossare alcuna maschera come Superman, non siano riconosciute da nessuno nei loro abiti civili? In questa serie Usagi e compagne non riconoscono, in Sailor Uranus e Neptune, Haruka e Michiru, e al contempo il discorso vale per queste ultime nei riguardi delle guerriere Sailor. E sì che questi personaggi si parlano abbondantemente faccia a faccia durante le battaglie, e sì che nei loro panni "in borghese" lo fanno altrettanto in praticamente ogni episodio (!). In Sailor Moon S, assistiamo anche all'assunzione ufficiale del ruolo di "pura tappezzeria" da parte delle quattro storiche amiche di Usagi e di Tuxedo Kamen: mai così inutili in qualsiasi battaglia o avvenimento (a parte, forse, le accennate premonizioni di Rei), tanto che la serie andrebbe avanti per la sua strada anche in loro completa assenza. Lo spazio è interamente riservato a Usagi e alle "Outer Senshi" (queste ultime salvo che in battaglia, dato che a secondo della loro funzione nell'episodio i loro poteri sono o potentissimi o di un inaudita debolezza, con buona pace della coerenza action che mai c'è stata in Sailor Moon). C'è anche un buco di sceneggiatura pazzesco, dato dal fatto che Usagi a un certo punto scopre che in una certa casa abita uno dei loro acerrimi nemici e, inconcepibilmente, la ragazza non ne fa alcuna menzione ai suoi alleati, lasciando cadere la cosa nel dimenticatoio (!). Le solite ingenuità, insomma, i soliti buoni sentimenti ostentati e ancora i soliti rituali e schematismi (della prima metà abbondante di storia) riescono per l'ennesima volta a ridimensionare notevolmente il voto che meriterebbero la trama e le sue suggestioni, ed è un vero peccato data la classe con cui Ikuhara riesce, per larghi momenti, a sciorinarci le solite cose convincendoci che stiamo guardando qualcosa di realmente interessante e diverso dall'ordinario.


Nota: come le serie precedenti, anche Sailor Moon S è stato stuprato indelebilmente da Mediaset in nomi di personaggi, dialoghi, riferimenti al Giappone e anche (visto l'argomento) al cristianesimo, perciò è inutile aspettarsi qualcosa di diverso dal passato. In particolare è stato notevolmente modificato (con la riscrittura dei dialoghi) il rapporto tra Haruka e Michiru, in modo da farle sembrare semplici amiche invece che lesbiche (non che quest'ultima cosa abbia chissà che importanza nella trama, come gli altri omosessuali visti nelle serie precedenti). Come di consueto, per vedere  il vero Sailor Moon S sono indispensabili i 2 DVD-Box Dynit, provvisti di sottotitoli fedeli all'originale.

Voto: 6 su 10

PREQUEL
Sailor Moon (1992-1993; TV)
Sailor Moon R (1993-1994; TV)
Sailor Moon R: Make Up! Guerriere Sailor! (1993; corto)

SEQUEL
Sailor Moon Super S (1995-1996; TV)
Sailor Moon Super S Special: Il primo amore di Ami (1995; corto)
Sailor Moon Super S: La splendida trasformazione? Cronache della crescita della piagnucolona Usagi (1995; Special TV)
Sailor Moon Super S: Il ritorno di Haruka e Michiru! Il teatrino delle marionette fantasma (1995; Special TV)
Sailor Moon Super S: L'avventura di Chibi-Usa! Il palazzo del terrificante vampiro (1995; Special TV)
Sailor Moon Sailor Stars (1996-1997; TV)

ALTRO
Sailor Moon S The Movie: Il Cristallo del Cuore (1994; film)


FONTI
1 Jonathan Clements & Helen McCarthy, "The Anime Encyclopedia: Revised & Expaned Edition", Stone Bridge Press, 2012, pag. 552
2 Sito internet, "Dummy System", "Kunihiko Ikuhara e la nascita di Kaworu", pagina web http://www.dummy-system.com/kunihiko-ikuhara-e-la-nascita-di-kaworu/
3 Come sopra

10 commenti:

MikiMoz ha detto...

In realtà quando Usagi si reca a casa Tomoe e riconosce Kaolinite, questa le viene presentata come Kaori... pertanto, Usagi si domanda se siano la stessa persona, ma poi ricorda che Kaolinite è morta tempo prima durante una battaglia...

In ogni caso, ottima recensione come sempre.
Certo, tu parti da un punto di vista per me sbagliato: è ovvio che Sailor Moon ha i difetti che citi, perché è un anime nato per essere commerciale e tutto il resto.
Anche sul non riconoscersi l'un l'altra, il discorso lo si potrebbe fare per He-Man, She-Ra, Superman e chissà quanti altri... Funziona così, io nemmeno me le chiedo queste cose, fan parte del gioco.

Sailor Moon S è tutto quello che dici tu: un'opera che DEVE essere commerciale e DEVE contenere elementi quotidiani e ricorrenti, ma che è anche -forse- l'opera commerciale MIGLIORE in assoluto nel panorama dell'animazione giapponese.
Sicuramente è un banco di prova per Utena, non ci piove.
La colonna sonora è favolosa, con richiami ai King Crimson... mica cotiche! :)

Moz-

Jacopo Mistè ha detto...

"Anche sul non riconoscersi l'un l'altra, il discorso lo si potrebbe fare per He-Man, She-Ra, Superman"

Non che sbagli, eh.
Ma quelle ingenuità sono figlie della loro epoca (nei fumetti DC, spesso addirittura gli sceneggiatori scherzano nelle loro storie sul fatto che Superman si mascheri completamente con un paio di occhiali, coscienti che è una stronzata eclatante a cui non si può purtroppo porre rimedio per mantenere la "tradizione"), Sailor Moon però è molto più moderno, degli anni '90, non mi aspetto queste cose inverosimili (in SM per giunta non usano neanche gli occhiali! Come fanno a non riconoscersi??).
Ovvio comunque che sì, alla fine è un difetto veniale e ingenuo che probabilmente non si può neanche definire tale. Mi sembra di averlo comunque ribadito a sufficienza nella recensione.

"In realtà quando Usagi si reca a casa Tomoe e riconosce Kaolinite, questa le viene presentata come Kaori... pertanto, Usagi si domanda se siano la stessa persona, ma poi ricorda che Kaolinite è morta tempo prima durante una battaglia..."

Dai però, questa è grave. Come può Usagi pensare che siano due persone diverse? Vabbè che è una protagonista di una stupidità disarmante, ma... XD Non so se la scena l'hai vista in italiano o giapponese, ma nella seconda mi sembra di ricordare che lei dica chiaramente qualcosa del tipo "Kaolinite?!" e poi la cosa è abbandonata/dimenticata O_o Forse il regista ha cambiato idea (nulla mi fa pensare diversamente che il secondo arco narrativo sia dovuto a screzi tra lui e la produzione, ma finché non trovo da alcuna parte una conferma...).

Che SM S sia una delle serie "commerciali" più belle di tutti i tempi... Rispetto la tua idea ma non la condivido neanche all'1%. ;)

Jacopo Mistè ha detto...

PS Per un po' ho terminato le rece di Sailor Moon. In futuro probabilmente vedrò la quarta e quinta serie (e anche il film di R diretto da Ikuhara), ma erano queste tre quelle che era fondamentale recensire. Già da settimana prossima si cambia!

MikiMoz ha detto...

Jacopo, sì... Usagi riconosce Kaolinite ma poi pensa "non può essere la stessa Kaori che ho incontrato io".
Non so se ci siano stati screzi, non so nemmeno come sono stati gli ascolti... paradossalmente è la serie più amata tra le 5 e credo che sia anche quella che in Italia abbia avuto più successo (addirittura promossa alle ore 20).

Comunque, io guardo sempre un'opera per come è: non mi pongo domande di credibilità, se si tratta di una cosa già di per sé incredibile (altrimenti dovrei chiedermi dove sia la polizia in Kill Bill o come mai nello stesso film la gente può portare katane sugli aerei...).
Di contro, se un'opera vuol essere realistica, allora sì.
Ma non è il caso di Sailor Moon.

P.s. ora sono curioso: come mai non condividi il mio giudizio? Quale opera assolutamente commerciale (vedi One Piece, Dragon Ball, Naruto ecc) ritieni così di gran qualità?

Moz-

Sam ha detto...

Io considero Ikuhara un regista sopravalutassimo : nonc apisco perché i suoi anime, fondamentalmente a metà tra il ridicolo e il pretenzionismo intellettuale abbiano così tanti ammiratori.
Per fare un paragone cinemtografico , a me ha sempre dato l'idea di un Vanzina che vuole passare per un Bergmar.

Ikuhara è amico di Anno , e i 2 si sono citati a vicenda in EVA e questo SM
Esempi

http://www.dummy-system.com/wp-content/uploads/2013/08/hotaru-shinji_small.png

http://www.dummy-system.com/wp-content/uploads/2013/08/ami-rei_small2.png

Purtroppo chi ha realizzato il collage delle immagini , non ha messo la scena di Shinjui appoggiato al vetro uguale identica a quella con Hotaru.
Ma poi sapevi ceh Ikuhara ha lavorato ne "la Balena Giuseppina " ?
Perché quando dicevo che quest' anime era il prototipo di Evangelion,m tutti mi davano del pazzo ( senza averla mai vista, poi) e ora tuttociò ne da conferma.
I disegni di Ikuko Ito sono buoni, ma saranno molto meglio nella 4a serie, idem le animazioni .

MikiMoz ha detto...

Sam, però il secondo collage che hai inserito (con Ami) si riferisce alla quarta serie, SuperS.
In ogni caso, sì, sono amici ed è probabile che si siano citati a vicenda...
La storia della Balena Giuseppina ora mi tocca approfondirla :)

Moz-

Sam ha detto...

Ah , allora la colpa del secondo oollage non è mia ma di chi lo ha fatto.
Cmq, lo ripeterò sempre : se non avete visto Giuseppina, non avete visto nulla !
Lì , pur con tutte le sue ingenuità dovute ai tempi, ci sono le tematiche che poi infesteranno EVa e le opere di Ikuhara con 20 anni di anticipo.
Choppy è Shinji ma ancora più complessato e che si fa delle pippe mentali ai confini dell' universo ( letteralmente).

MikiMoz ha detto...

Sam, conosco Giuseppina e ne vidi pure qualche episodio, il protagonista era un cagacazzi assurdo tipo Nobita... ma non ricordo altri dettagli...
Perciò, dicevo: devo approfondire la storia di Giuseppina/Eva (ma poi, Giuseppina è tratta da racconti di terze persone, però...)

Moz-

Jacopo Mistè ha detto...

@MikiMoz

"P.s. ora sono curioso: come mai non condividi il mio giudizio? Quale opera assolutamente commerciale (vedi One Piece, Dragon Ball, Naruto ecc) ritieni così di gran qualità?"

Ovviamente sono del tutto cosciente che quando parliamo di trasposizioni di manga estremamente commerciali, è pura questione di gusti l'apprezzarle o meno o transigere più o meno su difetti lampanti. Non è che mi scandalizzi che si possa amare Sailor Moon, sia chiaro!
Comunque per rispondere alla tua domanda, ti direi per esempio Ken il guerriero, Saint Seiya o JoJo.

MikiMoz ha detto...

Jacopo, i CdZ sono un piccolo gioiello (specie il charades) ma come regia e trovate non penso possano competere con SailorMoon S, che almeno ci provava a essere qualcosa di più complesso... Ovviamente si tratta di gusti, eh.
Ken, l'anime, poi -anche se cult- è assai inferiore al manga. Certi episodi hanno una qualità bassissima...

p.s. se non ci sentiamo: Buone Feste!

Moz-

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