lunedì 21 marzo 2016

Recensione: Crusher Joe - The Final Weapon ASH

CRUSHER JOE: THE FINAL WEAPON ASH
Titolo originale: Crusher Joe - Saishu Heiki Ash
Regia: Toshifumi Takizawa
Soggetto: (basato sui romanzi originali di Haruka Takachiho)
Sceneggiatura: Yoshitake Suzuki
Character Design: Yoshikazu Yasuhiko
Mechanical Design: Shoji Kawamori, Kazutaka Miyatake
Musiche: Keiichi Oku
Studio: Sunrise
Formato: OVA (durata 55 min. circa)
Anno di uscita: 1989


Seconda e ultima puntata, per le rocambolesche battaglie home video della squadra dei Crusher. The Final Weapon ASH (1989) esce quattro mesi dopo il precedente The Ice Prison, a cura dello stesso (o quasi) identico staff, vincendo addirittura il premio di miglior OVA alla settima (e ultima) edizione del Japan Animation Grand Prize1, ma mai tale riconoscimento fu più immeritato: pur a fronte di effettivi miglioramenti strutturali che si esprimono in un risultato almeno guardabile, l'opera nel complesso continua a viaggiare sulla medesima, mediocre lunghezza d'onda del prequel, destinata quindi, come lui, all'oblio se paragonata al bello ma irripetibile film del 1983. Insomma parliamo di un OVA nuovamente evitabilissimo, che, col senno di poi, forse è stato un bene che abbia simboleggiato la fine della saga di Haruka Takachiho in animazione, se Sunrise non aveva idee chiare sul come gestirla e rischiava solo di ripetersi in maniera sempre peggiore.

In questa avventura, stavolta, Joe e compagni devono salvare dalla prigionia un ufficiale della Repubblica di Bandor, il maggiore Tanya, l'unico in grado di attivare la super arma di distruzione ASH creata dal suo esercito. La guerra di Bandor contro l'esercito di Carminas, infatti, sta per giungere a un armistizio, ma alcuni ufficiali bandoriani non sono d'accordo con le scelte del loro governo e, rivoltatisi di nascosto contro la loro patria, hanno catturato Tanya e preso possesso dell'arma (contenuta in una valigetta), portandoli in una base militare nel pianeta Davidof, per cercare di usare l'ordigno contro i carminesi e vincere una volta per tutte il conflitto. Oltre a salvare la donna, i Crusher dovranno anche distruggere l'ASH.

A livello tecnico, l'OVA segue le tristi matrici del precedente, offrendo di nuovo una scarsa confezione che si esprime immancabilmente in mediocri animazioni, fondali sbrigativi, colori spenti e un chara design moderno e realistico che snatura il classico tratto pittorico di Yoshikazu Yasuhiko. Low budget a piene mani insomma, e sono sempre e solo le musiche orchestrali le uniche note positive che si stagliano sul grigiore medio. Anche la sceneggiatura, nonostante il soggetto nuovamente interessante, scade nelle solite lungaggini, nei soliti verbosismi, nella cronica mancanza di caratterizzazione dei Crusher che perdura fin dai tempi del film e a cui non si è mai neppure tentato di porre rimedio. Fortunatamente, quantomeno lo script riesce a elevarsi nelle parti finali, quei venti minuti conclusivi che trovano un ottimo concentrato di azione acrobatica, buone animazioni, tensione (gli scontri psicologici tra Tanya e il suo superiore e l' attivazione di ASH) e alcune idee davvero spettacolari (le inquietantissime mine volanti e i loro sanguinosi effetti sugli sventurati che capitano loro a tiro, un anticipo dei Bug di Mobile Suit Gundam F91).


Rispetto a The Ice Prison, quindi, The Final Weapon ASH riesce a raggiungere una striminzita sufficienza e a ricordare, per qualche istante, i fasti del lungometraggio, ma rimane comunque triste constatare che Sunrise per prima ha creduto pochissimo nel progetto, stanziando pochi soldi per questi due OVA e scrivendo trame (o riciclandole dai romanzi, non si può sapere) che hanno sfruttato superficialmente gli elementi vincenti del film. Serviva un progetto sensato se si voleva adattare degnamente Crusher Joe come anime (probabilmente una serie TV), ma fin dal 1983 si è preferito andare a casaccio, ignorando un elemento fondamentale in storie di avventura/azione che concernono un delineato gruppo di eroi: la loro caratterizzazione. Senza quella, difficile incuriosire lo spettatore, a meno di non voler rendere veramente protagonisti elementi puramente secondari come regia, disegni e confezione, spariti in questi deludenti OVA.

Voto: 6 su 10

PREQUEL
Crusher Joe: The Movie (1983; film)
Crusher Joe: The Ice Prison (1989; OVA)


FONTI
1 Wikipedia giapponese del Japan Animation Grand Prize contenente le liste con tutte le premiazioni

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