lunedì 23 novembre 2015

Recensione: Adventure! Iczer-3

ADVENTURE! ICZER-3
Titolo originale: Boken! Iczer-3
Regia: Toshiki Hirano
Soggetto: (basato sull'audio drama originale)
Sceneggiatura: Toshiki Hirano, Emu Arii
Character Design: Toshiki Hirano
Mechanical Design: Yasuhiro Moriki
Musiche: Takashi Kudo
Studio: AIC
Formato: serie OVA di 6 episodi (durata ep. 30 min. circa)
Anni di uscita: 1990 - 1991


Anche se non sembra, lo scontro finale tra Iczer-1 e la malvagia entità Neos Gold è ben lungi dal dirsi concluso: dopo che la Terra torna allo stato di normalità, le due parti si affrontano nello spazio, ritrovandosi presto al punto di doversi fermare perché troppo stremate. Decideranno di riposarsi per un breve periodo in attesa dello scontro finale: in quel mentre, Neos Gold manderà i suoi potenti emissari a cercare di distruggere Nagisa, fonte della forza dell'Iczer-Robo; in tutta risposta Iczer-1 e sua madre invieranno la piccola Iczer-3 a proteggere la ragazza dai vari attacchi alieni...

Nonostante la frenesia estrema e la trama iper-compressa, Fight! Iczer-1 (1985) aveva un suo perché. Era una delle prime miniserie OVA della Storia dell'animazione, ma soprattutto era un rappresentante ideale della filosofia degli anime home video dell'epoca, che nel settore casalingo potevano sperimentare soluzioni e ritmi narrativi alternativi a quelli del materiale televisivo, cercando di far passare in secondo piano le loro approssimazioni narrative con una cura visiva e tecnica di livello sfavillante. Con l'audace regia e i meravigliosi (non c'è altro modo di definirli) disegni di Toshiki Hirano, Iczer-1 diventava giustamente un'opera di culto che ancora oggi fa la sua figura. Dopo di lui, il suo creatore entrerà nuovamente alla Storia, per motivi più o meno simili, col successivo, elettrizzante Dangaioh (1987): sempre personaggi abbozzati, sempre soggetto esilissimo, ma musiche, animazioni e disegni a livelli talmente strepitosi che l'opera diventa l'emblema definitivo della "dottrina Macross". Oltretutto, proprio in Dangaioh Hirano troverà la forma definitiva del suo tratto, abbandonando le influenze sinuose, deformed e loliconeggianti per privilegiare corpi adulti dati da linee spigolose, pettinature feline e iridi ancora più gigantesche di prima.

Finalmente, nel 1990 arriva nei negozi giapponesi di videocassette l'inatteso seguito di Iczer-1, Adventure! Iczer-3: imprevedibile per il finale perfetto e compiuto dell'originale, che sembrava davvero precludere qualsiasi nuova avventura. Fosse andata così! Invece, l'audio drama Iczer-3, fatto da esterni e senza la supervisione di Hirano1, ottiene un enorme successo presso gli ascoltatori giapponesi2, tanto che lo studio AIC decide di farne un adattamento animato, sempre rivolto all'home video. Poco importa se quello spettacolo era più una parodia del mondo di Iczer che una vicenda con qualcosa di concreto da dire3: rassegnato, con le sue peggiori previsioni che si sono avverate ("se qualcuno inizia a prenderlo sul serio , avremo problemi"4, profetizzava, senza contare che avrebbe preferito dirigere un adattamento del suo manga Golden Warrior Iczer-15), Hirano non può che accettare di tornare al timone di regia e chara design per rivelarci che il finale che conoscevamo era in realtà provvisorio, dato che TUTTI i cattivi sono sopravvissuti o tornati in vita. Evidentemente, per arrivare a rinnegare tutto, a dare un seguito e a raddoppiare addirittura il numero degli episodi (alla fine della sua serializzazione la serie ne conterà ben 6, segno che le vendite devono essere state davvero buone, forse pure più del primo) dovrà esserci stato a monte un soggetto ben forte per giustificare un'operazione simile, ma, come avrà intuito chi ha sbirciato il voto in fondo alla recensione, non è proprio andata così.


Conoscendo lo spirito con cui erano creati gli OVA del periodo, giustamente la prima cosa da guardare in Iczer-3 è la confezione, e già in questo è difficile trattenere la delusione. La prima differenza che salta all'occhio rispetto al prequel è il chara design di Hirano, fedele ai dettami dell' evoluzione vista in Dangaioh. La cosa è accettabile vista la sua comunque altissima qualità, nonostante per coerenza sarebbe stato meglio, per l'universo di Iczer, mantenere il precedente stile di disegno. Sono però imperdonabili le animazioni, davvero scadenti nel formato OVA, che si esprimono in manichini che stanno immobili a parlarsi e scene d'azione date più da fotogrammi inquadrati con effetti cinetici che altro. Non mancano neppure ricicli vari, mezzucci degni più di una serie TV del periodo che di una costosa produzione home video. Le movenze sinuosissime del passato sono un pallido ricordo; Iczer-3, da questo punto di vista, è annichilito dalla maestosità del prequel, sbugiarda la regola del tempo sul fatto che gli OVA erano sempre animati con un budget molto più alto del solito. Pessime sotto ogni punto di vista anche le musiche, approssimative e dimenticabili, imparagonabili agli accattivanti motivetti di Michiaki Watanabe. Basterebbe la sola delusione tecnica a decretare il fallimento della produzione, ma purtroppo è quasi nulla rispetto a quella per il desolante quadro narrativo.

Onestamente, non si può dire che Iczer-1 sviluppasse in modo organico la sua intricatissima trama, ma il suo carisma si esprimeva indubbiamente nell'estrema velocità espositiva traboccante di azione acrobatica e stupendi effetti visivi. Il seguito, al contrario, si snoda attraverso 6 interminabili episodi che sono troppi per quel pochissimo che c'è da dire, è una visione letargica contando che queste puntate sono l'una la fotocopia sputata dell'altra, senza la minima variazione. Abbandonando qualsiasi velleità narrativa, vistosamente svogliato e senza alcuna idea, Hirano si limita a girare una banalissima serietta di sola azione zeppa di combattimenti tra Iczer-3 e le varie guerriere di Neos Gold che si succedono l'una all'altra come boss di fine livello, sempre tentando di uccidere Nagisa, spezzettando gli scontri con mille dialoghi insulsi tra personaggi così piatti, insignificanti e INUTILI ai fini di trama che, davvero, sarebbe più giusto definirli fantasmi che attori (non se ne salva UNO, mai vista così tanta insignificanza parlante in una serie, che dice cose ovvie ed è plasmata su archetipi di una banalità sconvolgente). Tutto è linearissimo e prevedibile ai livelli del Battle Shounen più grezzo e stereotipato (magari scritto da un debuttante!), risultando in una visione tediosa e senza spunto alcuno, ridotta ai livelli infantili del "cattivo manda emissario - emissario sconfitto - risata del cattivo pensando al prossimo da mandare", con i soliti cambi di bandiera e soliti sacrifici finali. Nella trama interagiscono due Iczer stavolta, ma se la "storica" rimane abbastanza generica (fin dalla prima serie!), la seconda, irritante bambina dalla folta chioma grigia (a cui presta la voce la famosa wrestler del tempo Cutie Suzuki6), riesce a risultare ancora più ignobile, visto che non fa altro che combattere senza conoscere quasi mai pausa e dire alcunché, come un perfetto automa. In discordanza con Iczer-1, infine, questo secondo, immondo atto elimina del tutto le scene ecchi e splatter, ulteriori smussamenti del lato horror/erotico originale per privilegiare il contesto puramente action. Via lo splendore tecnico, via la trama corposa, via il fanservice: rimangono solo bei disegni animati male. Il resto è noia, ripetitività e senso del "quand'è che finisce?" a livelli talmente alti da essere atroci.


Purtroppo, come avrà ben immaginato il lettore, la visione conclusiva della saga è un fallimento sotto ogni punto di vista, minestra riscaldata senza alcuna fantasia di tutto quello che si è già assaporato in Iczer-1, priva di divertimento e mortalmente soporifera. Potenzialmente guardabile solo per chi impazzisce per il design delle produzioni animate dei primi anni '90. Meglio a questo punto far proprie le parole di Hirano, dette in un'intervista del 1988, quando c'era nell'aria la possibilità di un Iczer-3 animato ma ancora non l'ufficialità, che già metteva le mani avanti: "anche se lo disegnassimo per bene, non ci potrà mai essere un legittimo sequel nel mondo di Iczer"7.

Voto: 2 su 10

PREQUEL
Fight! Iczer-1 (1985-1987; serie OVA)


FONTI
1 Intervista a Toshiki Hirano e Yasuhiro Moriki pubblicata nella versione americana (Antarctic Press) del manga "Golden Warrior Iczer-1", riportata nel sito Animanga.com alla pagina http://www.animanga.com/Iczer/interview.html
2 Come sopra
3 Come sopra
4 Come sopra
5 Come sopra
6 "Anime Interviews: The First Five Years of Animerica Anime & Manga Monthly (1992-97)", Cadence Books, 1997, pag. 109
7 Vedere punto 1

3 commenti:

MikiMoz ha detto...

Ciao, ero approdato qui già dal post precedente, il blog mi piace e l'ho aggiunto al mio blogroll! :)
Iczer è un'opera che all'epoca si vedeva spesso sulle riviste del settore, ne ho sempre letto il titolo e viste le immagini.
Ma non mi ero mai soffermato sulla trama né su questi dettagli; non sapevo che avesse questo sequel e che facesse così schifo... Grazie per il tour nell'animazione giapponese del tempo :)

Moz-

Jacopo Mistè ha detto...

Ma grazie a te per leggere! :)

Iczer-1 (e perché no, anche Dangaioh e Megazone 23) guardatelo assolutamente!

MikiMoz ha detto...

Perché no, in fondo un bel tuffo negli anni '80 fa sempre bene :)

Moz-

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