venerdì 25 giugno 2010

Recensione: Appleseed (1988)

APPLESEED
Titolo originale: Appleseed
Regia: Kazuyoshi Katayama
Soggetto: (basato sul fumetto originale di Masamune Shirow)
Sceneggiatura: Kazuyoshi Katayama
Character Design: Yumiko Horasawa
Mechanical Design: Takahiro Kishida
Musiche: Norimasa Yamanaka
Studio: GAINAX
Formato: OVA (durata 70 min. circa)
Anno di uscita: 1988
Disponibilità: edizione italiana in DVD a cura di Yamato Video


Dopo l’ennesimo conflitto mondiale, il pianeta Terra è un pallido deserto irto di macerie, ultimi ricordi del mondo prima delle guerra. In questo scenario postapocalittico, devastato dalla stupidità degli uomini, Deunan e il cyborg Briareos vagano di rovina in rovina, sopravvivendo come riescono. Un giorno giungono a Olympus, un’avveniristica città dove l’ordine sembra essere stato ristabilito con grande sforzi, luogo dove la razza umana vive in pace e tranquillità. Ma una volta arruolatisi in polizia, una serie di attacchi terroristici mina la quiete utopica della supercittà…

Da un manga di culto, scritto e disegnato da quel Masamune Shirow che, con la saga di Ghost in the Shell, ha creato archetipi fantascientifici ben noti a tutti, la versione animata di Appleseed, vero e proprio prequel cartaceo di Ghost in the Shell (1991), pur disponendo di una trama a tratti eccellente risulta essere un semplice OVA che nemmeno raggiunge la sufficienza. Siamo nel 1986, e nonostante l’animazione nipponica abbia già visto prodotti animati in maniera stellare, non è tanto nella qualità delle animazioni non sempre ottime, né, come già detto, in un soggetto esemplare in ambito sci-fi, ma nella decisione della produzione di limitare il minutaggio a soli 70 minuti scarsi che risiede il vero problema di Appleseed. L’insoddisfazione che nasce per un eccessivo lavoro riassuntivo è palese, e dispiace vedere le personalità dei protagonisti spesso sacrificate in favore di un ritmo narrativo esageratamente rapido.

La versione animata non è tuttavia un breve compendio del manga, bensì una spenta storia originale che prende spunto dallo scenario creato da Shirow, conservando alcuni personaggi principali e togliendone molti altri, una storia che impallidisce di fronte al contorsionismo narrativo in cui ci si può perdere leggendo i quattro volumi dell’opera originaria, dove Deunan e Briareos combattono minacce ben più suggestive, tanto invidiabili strutturalmente quanto ardue da comprendere per lo spaventoso livello di complessità. Nessuna lacuna organizzativa o crateri di sceneggiatura, né fastidiose leggerezze, sia chiaro, anzi: discreta strutturazione, sia nello svolgimento della trama che nella costruzione dei personaggi, per non parlare dell’affascinante terminologia tecnologica, abbondando in tutti i settanta minuti dell’OVA. Però, in questa maniera, Appleseed appare freddo, distaccato, addirittura troppo lineare e superficiale per il potenziale che possiede e che dovrebbe esprimere, e non c’è soddisfazione, nella visione, né brillante appagamento una volta che vengono tirati i fili e ci si avvia verso la conclusione.


Discreti i disegni, molto godibili le animazioni nelle scene di battaglie e scontri tra mecha, ma poco piacevole il chara design: l’impronta certamente riconoscibile di Shirow è ben impressa in ogni personaggio e in ogni robot, ma la corporatura eccessivamente tozza di ogni figura umana (o semi-umana) appare spesso troppo buffa, così come i volti, tutti mediamente brutti, tolgono ogni elemento fascinoso ai due agguerriti protagonisti. Musiche low-fi terribili, prettamente anni ’80, sovrabbondano in maniera irritante per tutta la durata dell'opera, e non bastano le scene di combattimento ben dirette, al contrario degli standardizzati momenti di pausa, per dimenticarsene o digerirle. Altrettanto “low-fi” è il doppiaggio italiano, che passa da momenti discreti ad altri di terribile imbarazzo. Basterebbe ascoltare la voce narrante mentre legge – tagliando inspiegabilmente molte frasi! – il testo iniziale che introduce al film per farsi un’idea.

Applessed è un’opera trascurabile e il consiglio, rivolto più che altro a completisti e collezionisti, è quindi di vederla solo ed esclusivamente se si ha apprezzato il manga, pur sapendo che le due storie poco o nulla hanno in comune, se non una manciata di protagonisti. Gli altri lascino pure perdere e si orientino magari verso i recenti film in CG, opere sicuramente più complete e fascinose di questo povero OVA.

Voto: 5 su 10

2 commenti:

stefano ha detto...

Anche troppo buono con il giudizio! Sono trascorsi parecchi anni da quella visione, ma rimane indelebile la cocente delusione. E dire che da bimbo, mentre sfogliavo il catalogo yamato, era uno dei titoli che più agognavo di vedere...la cosa più soporifera che abbia mai visto comunque(nonostante il "rapido ritmo narrativo" di cui, ahimè, non serbo ricordo). Serbo ricordo, invece, del chara-design piuttosto bruttino, i limiti del quale cogli bene nella recensione. Anni dopo acquistai il fumetto (versione star comics)...decisamente un'altra cosa! Anche se più per l'impatto visivo, perchè a livello di sceneggiatura ho digerito pochino :). Tu l'hai letto il manga? Poi, pensavo, ma un bel progetto parallelo tipo Manga Asteroid?:) sarebbe una chicca!

Jacopo Mistè ha detto...

Sarebbe bello, sì, se lo scrivere fosse la nostra unica occupazione :( Tra lauree e inizio lavoro il tempo si assottiglia sempre di più, impossibile riuscire a reggere, e bene, un progetto come Manga Asteroid. Progetto a cui avevamo pensato tempo fa, addirittura avevo già scritto due rece gigantesche di Ken il guerriero e Blade of the Phantom Master. Ma purtroppo, finché non trovo modo di campare solo scrivendo, preferisco concentrarmi bene solo su un progetto, in questo caso Anime Asteroid :(

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