giovedì 1 aprile 2010

Recensione: Mobile Suit Z Gundam

MOBILE SUIT Z GUNDAM
Titolo originale: Kidō Senshi Z Gundam
Regia: Yoshiyuki Tomino
Soggetto: Hajime Yatate, Yoshiyuki Tomino
Sceneggiatura: Yoshiyuki Tomino, Akinori Endo, Hiroshi Ohnogi, Miho Maruo, Tomoko Kawasaki, Yasushi Hirano, Yumiko Suzuki
Character Design: Yoshikazu Yasuhiko
Mechanical Design: Kazumi Fujita, Mamoru Nagano
Musiche: Shigeaki Saegusa
Studio: Sunrise
Formato: serie televisiva di 50 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Anni di trasmissione: 1985 - 1986


Era Spaziale, anno 0087. In seguito a un colpo di stato, la fazione militare dei Titans ha assoggettato la Federazione Terrestre ai suoi voleri, instaurando una dittatura reazionaria che trova la sua legittimazione nel rigido mantenimento dell'ordine e in politiche interne razziste nei confronti degli abitanti delle colonie spaziali, per scongiurare l'insorgere di nuovi sogni indipendentisti come quello del defunto Principato di Zeon. Le crudeltà federali non possono che portare a nuove sollevazioni ribelli, che trovano sfogo nel movimento guerrigliero A.E.U.G. (Anti-Earth Union Group), capitanato, tra gli altri, da un recidivo Char Aznable sotto l'identità fittizia di Quattro Vageena. Il nuovo conflitto entra nelle fasi finali quando si unisce ai guerriglieri, sul vascello spaziale Argama, l'introverso studente terrestre Kamille Bidan, dotato di incredibili poteri Newtype come il famoso Amuro Ray...

Siamo nei primi anni '80, periodo in cui studio Sunrise e il suo nuovo sponsor, Bandai, stanno ancora realizzando con stupore lo sconvolgente successo commerciale della trilogia filmica (1981-1982) di Mobile Suit Gundam (1979), gli alti indici di ascolto raggiunti dalle repliche di quest'ultimo e le grosse vendite di modellini. Nonostante il creatore originale della storia, Yoshiyuki Tomino, abbia lavorato per creare un capolavoro unico e irripetibile, perfetto e compiuto, privo di appigli per proseguire la trama1, e annunci pubblicamente, seccato, che non darà mai un seguito al suo lavoro2, arrabbiato anche coi fan che, per la maggiore, di esso hanno guardato solo ai rivoluzionari robottoni, fraintendendo il fondamentale messaggio della storia3 (il percorso di formazione di Amuro Ray, che coincideva con l'augurio di rinnovamento della società, ben rappresentata dagli utopistici Newtype), alla fine il suo limitato potere decisionale non potrà nulla contro le logiche del mercato e dei suoi datori di lavoro: il sequel si farà, non per reali esigenze narrative ma principalmente per vendere modellini4. Negli anni seguenti, quindi, è affiancato, nelle successive opere da lui create e dirette, da un giovane staff di animatori e disegnatori di talento (parliamo di personalità del calibro di Mamoru Nagano, Hiroyuki Kitazume, Yasuhiro Imagawa e Ichiro Itano), incaricati di affinare le loro capacità nell'ottica di realizzare, quando saranno pronti, l'agognato successore, un'opera ambiziosa che possa sfruttare al 100% le più avanzate tecnologie per l'animazione disponibili al tempo. Il risultato si concretizza quindi il 2 marzo 1985, giorno in cui debutta in TV, carica di aspettative commerciali, la prima delle 50 puntate che comporranno il leggendario Mobile Suit Z Gundam. Con Z Gundam siamo al cospetto di quello che si può tranquillamente definire, con buona pace del regista, come un classico dell'epoca, del genere e non: un capolavoro del robotico e della fantascienza, la cui cura tecnica, grafica e visiva raggiunge vette irripetibili, una delle serie animate televisive dal più alto budget di sempre. Si tratta di un titolo innegabilmente colpito da difetti strutturali, dati, per lo più, dalla frustrazione con cui è stato realizzato dal suo creatore, ma nonostante questo ugualmente indimenticabile per quell'impronta d'autore che questi vi ha comunque riversato dentro (volontariamente o meno) e che la rendono una gemma dal carisma impareggiabile, che sa stregare ancora nuove generazioni di spettatori.

La cura tecnica dell'opera è tutt'ora strabiliante, mantenuta senza calo alcuno per i 50 lunghi episodi retti su animazioni fluidissime di livello cinematografico (in ogni contesto, nei combattimenti come nelle scene dialogiche) e disegni pittorici di una bellezza indescrivibile, un Yoshikazu Yasuhiko adattato benissimo dai direttori dell'animazione  - lui si è limitato alle sole bozze dei personaggi, non ha fatto altro - e creatore di uno dei cast più imponenti, variegati ed espressivi che si siano visti. Stesso discorso per l'attraenza dei robottoni, che nel design di Kazumi Fujita, dello spettacolare Mamoru Nagano di Heavy Metal L-Gaim (1984) e del "solito" Kunio Okawara (nonostante quest'ultimo ci abbia messo ben poco5) trovano, al prezzo di un realismo estetico al ribasso (mecha dalle sembianze sempre più improbabili, taluni ricordano degli insetti!), bellezza estetica suprema: i noti artisti si sbizzarriscono nel creare uno sterminato esercito di robot traboccanti dettagli, forme e colori, epocale passo in avanti rispetto alle semplicistiche e glabre unità della prima serie (non mancano neppure quelle trasformabili, a testimoniare ancora una volta quanto ha inciso sulla collettività il successo, nel 1982, di Fortezza Super Dimensionale Macross). La colonna sonora è composta da un buon numero di temi orchestrali di grande qualità, epici e tenebrosi che rendono avvincenti le battaglie, e infine la regia "partecipativa" di Tomino e dei suoi collaboratori si diletta in piano sequenza, campi larghi e soggettive, contribuendo a una forte simbiosi fra spettatore e personaggi, trasmettendo benissimo le loro emozioni di paura, tensione e claustrofobia spaziale e consegnando alla Storia diverse delle più sontuose scene di puro cinema "animato" mai viste. Già solo citare tutta questa spettacolarità rende ben tangibili le sensazioni di "tradimento" della serie: se nel 1979 Gundam proponeva una denuncia dell'orrore della guerra, Z Gundam, creato controvoglia dal regista, ne rinnega l'anima, enfatizzando del conflitto proprio gli aspetti più eroici e virili dati dagli scontri tra robottoni sempre più elaborati e belli da vedere. Difficile negare che con questo spirito la serie per più di un verso rinneghi quello con cui è stato creato nel 1979 Gundam, ma, nonostante questo, pur al prezzo di un po' di ipocrisia di fondo, non si può negare che Tomino cerchi in molte occasioni di non tradire troppo le pulsioni originali.


Un tratto molto caratteristico di Z Gundam sono infatti le atmosfere: fino a quel momento, tolto Space Runaway Ideon del 1980 (sempre di Tomino), non s'è mai visto nulla di così angoscioso nei circuiti televisivi. Già dal primo episodio, lo spettatore è buttato di forza in una storia tesa e scioccante - per il ribaltamento di ruoli, ora è la Federazione Terrestre a fungere da nemico - che della violenza, del dramma rabbioso e della totale mancanza di ironia fa le sue bandiere portanti, vista la nonchalance con cui vede morire milioni (letteralmente) di persone e personaggi per effetto di battaglie, armi nucleari, gas nervino et similia (in certe sequenze spaventose si capisce bene quanto l'orrore della Seconda Guerra Mondiale abbia influito sulla generazione del regista). Anche se i mecha rimangono sempre uno splendore, Z Gundam persegue l'obiettivo di caratterizzare benissimo i suoi attori per poi mortificare l'animo dello spettatore con la loro uccisione, ricordando la crudeltà della guerra. Gli attori, come nelle migliori produzioni del regista, sono indimenticabili: Tomino approfondisce in modo esemplare le loro motivazioni, la loro forza, le insicurezze, gli ideali, umanizzandoli come ben pochi attraverso splendide interazioni e rapporti interpersonali, e da Ideon e Aura Battler Dunbine (1983) ricicla gli archetipi dei suoi attori-tipo donando loro una caratterizzazione ancora più forte. Impossibile, quindi, dimenticarsi della rabbia giovanile del disadattato Kamille, in guerra non solo contro i Titans ma anche contro le ipocrisie del mondo degli adulti; di una monolitica Emma Sheen che gli funge idealmente da madre rimpiazzando quella vera, debole, egoista e che non ha mai saputo trasmettere un'educazione al figlio; di un rivale come Jerid Messa che vuole dare vanamente senso a una vita mediocre e piena di fallimenti; dell'affascinante, mascolina Haman Karn che sogna di restaurare il Principato di Zeon; di un ritrovato Amuro Ray disilluso dall'umanità; di un Char Aznable pieno di ideali sognanti verso il genere umano; della tragica Four Murasame sfruttata come una cavia per i suoi poteri ESP... Z Gundam offre una galleria di personalità fortissime e tragiche, principalmente nuove di zecca e non derivative dalla prima serie (gli eroi di quest'ultima, Char escluso, fanno da guest star e basta, alll'epoca non c'era mai stato alcun precedente di personaggi già visti invecchiati di 7 anni, per questo era necessario inventarsi new entries6) probabilmente il cast più carismatico che si sia mai visto in un'opera di Tomino e, più in generale, in un Gundam.

Proprio un peccato, quindi, che l'opera soffra di seri problemi di sceneggiatura. La trama, che da vero e proprio thriller politico procede a ritmo serratissimo e privo di alcun riempitivo, discorrendo di più e più eserciti in guerra (a loro volta suddivisi in più fazioni e scuole di pensiero), doppiogiochisti, voltafaccia, tradimenti, colpi di stato, identità celate, ogni genere di twist importantissimo e cadaveri ogni due per tre, è corale, e oltre a questo vanta un cast immenso (un'ottantina di personaggi, nuovi ma anche provenienti dalla prima serie nelle vesti di guest-star) e tantissimi cambi di scenario (spazio siderale, sud America, Africa, colonie spaziali, etc), non riesce a gestire la sua mole di avvenimenti fino alla fine. Il regista, per l'astio che prova verso la serie, i produttori e gli stessi spettatori, la sovraccarica volontariamente di drammi e personaggi7 ("vi do quello che volete" avrà probabilmente ha pensato), aggiungendo sempre più carne al fuoco, sempre più attori e sempre più uccisioni gratuite (con predilizione, ovviamente, verso gli interpreti più amati dal pubblico, non certo per esigenze di trama8), infischiandosene platealmente della compattezza della trama (apporta da solo, su ben 7 sceneggiatori, il 40% dell'intero script!9), e da queste premesse bisogna inquadrare le personalità che spariscono più di una volta dalle scene, le altre che non sono bene approfondite, le altre ancora inserite senza le idee chiare sul come svilupparle e quindi lasciate a sé stesse, o infine quelle che nel corso della serie cambiano bandiera o subiscono un netto cambiamento di personalità troppo repentinamente, senza le necessarie spiegazioni per dare coerenza al loro percorso (che, sì, avrebbe un senso, se solo ci fosse il necessario spazio per approfondirlo). Medesimo discorso vale per l'alto numero di storie sentimentali, importanti per l'economia della storia ma a cui non è riservato uno spazio adeguato per essere degnamente sviluppate e che nascono/muoiono di punto in bianco, di avvenimenti anche importanti che vengono liquidati di fretta (le macchinazioni di Haman Karn e Paptimus  Scirocco) perché non c'è tempo di farlo, e addirittura di più e più macrotrame che si rincorrono e prendono il posto l'una dell'altra senza i giusti tempi di transizione. La narrazione, insomma, procede in modo estremamente farraginoso e sbilenco, e così va avanti fino alla fine. Vedere Z Gundam vuol dire visionare episodi di eccellente fattura, singolarmente e registicamente sontuosi, ma sempre mal amalgamati con gli altri e densissimi di rivelazioni e personaggi, così tanta carne al fuoco da far esplodere la pentola (Tomino dirà che si è lasciato prendere la mano10 e che a metà serie addirittura non sapeva più come andare avanti11 vista la mole di sottotrame aperte, ma alla fine il tutto non è che la conseguenza dello spirito con cui ha girato l'opera, tendente quasi a un harakiri inconsciamente voluto).

Alla fine lo spettatore rimane comunque appagato da una storia così titanica e oscura sorretta da un comparto tecnico/visivo epocale, ma non può non pensare che, fosse scritto meglio e avesse molti personaggi in meno, a Z Gundam non sarebbe servito faticare per essere il più grande titolo robotico di sempre. Certo, la visione rimane comunque un obbligo morale e imprescindibile per il carisma straripante della storia, l'indimenticabile finale con annessa, vendicativa metafora anti-otaku (una provocazione con cui il regista equipara i fan di Gundam al protagonista Kamille, destinati come lui a...12), la realizzazione tecnica, la leggendaria, epicissima opening Mizu no Hoshi e Ai wo Komete e il pantheon di personaggi eccezionali, ma è indubbio che la fine della visione lascia sensazioni contrastanti, un certo senso di incompiutezza e di occasione mancata, cosa che non mancherà di sicuro ancora adesso di far sogghignare Tomino (che, tanto per non farsi mancare nulla, anche in quest'occasione, in contemporanea con la trasmissione televisiva, ha il tempo di scrivere 5 romanzi che rinarrano la storia in un altro modo, difficile stabilire se per reale necessità sua o per soldi altrui).


Tra le note storiche a posteriori, si può riconoscere a Z Gundam il merito di dare al pubblico un ottimo seguito che, anche se non voluto dal suo creatore, non sfigura affatto con l'originale, ma anche il demerito di dare il via alla "saga" del Mobile Suit bianco, destinato a rivivere in mille incarnazioni animate che, anche se talvolta di qualità e d'autore, riciclano all'infinito gli ingredienti suoi e della prima serie (Newtype, Cyber Newtype e i loro poteri soprannaturali, cloni di Char e Amuro, guerre indipendentiste spazionoidi, colonie orbitanti lanciate contro la Terra come arma, etc). Anche se Z Gundam, infatti, come ascolti non si rivela affatto il successo preventivato (alla fine lo share medio è un modesto 6.60%13, nella media del genere), stupendo in negativo lo studio che si aspettava molto, molto di più dal sequel della popolarissima prima serie, e addirittura verrà rigettato all'epoca dai fan dell'originale14, creando malcontendo anche nello staff15, la massiccia vendita di modellini, basati sulle spettacolari unità che appaiono nella serie, soddisfa però appieno il produttore Bandai16, che porta avanti fino alla fine la storia senza interromperla ed è poi pronto a chiederne una nuova. Nasce quindi, immediatamente dopo, la terza stagione, e nel tempo arrivano la quarta, la quinta etc., con gran depressione di Tomino, sempre più indissolubilmente legato al marchio e impossibilitato a dirigere qualcosa di diverso, e nonostante questo anche isolato dagli enormi introiti monetari della saga (per un bel pezzo, infatti, il suo nome non apparirà nel copyright alla voce "creatore originale"17).

Z Gundam purtroppo manca ancora di un'edizione italiana in DVD: si può solo sperare che Dynit riesca un giorno ad acquistare il doppiaggio italiano realizzato da Mediaset (basato sui copioni imprecisi della versione americana, quindi in ogni caso adattato male nonostante l'ottima recitazione nostrana), a detta di Dynit dai costi proibitivi, facendone uscire una bella edizione con almeno i sottotitoli fedeli.

Voto: 9 su 10

PREQUEL
Mobile Suit Gundam: The Origin (2015-2016; serie OVA)
Mobile Suit Gundam (1979-1980; TV)
Mobile Suit Gundam The Movie I (1981; film)
Mobile Suit Gundam The Movie II: Soldati del dolore (1981; film)
Mobile Suit Gundam The Movie III: Incontro nello spazio (1982; film)
Mobile Suit Gundam MS IGLOO 2: The Gravity Front (2008-2009; serie OVA)
Mobile Suit Gundam MS IGLOO: The Hidden One-Year War (2004; corti)
Gundam Evolve../ 01 RX-78-2 Gundam (2001; OVA)
Mobile Suit Gundam Thunderbolt (2015-2016; serie ONA)
Mobile Suit Gundam: The 08TH MS Team (1996-1999; serie OVA)

SIDE-STORY
Gundam Evolve../ 12 RMS-099 Rick Dias (2005; OVA)
Gundam Neo Experience 0087: Green Divers (2001; corto)

SEQUEL
Mobile Suit Gundam ZZ (1986-1987; TV)
Mobile Suit Gundam Unicorn (2010-2014; serie OVA)
Mobile Suit Gundam Unicorn RE:0096 (2016; TV)
Mobile Suit Gundam Unicorn: One of Seventy Two (2013; corto)
Mobile Suit Gundam F91 (1991; film)
Mobile Suit Victory Gundam (1993-1994; TV)

ALTRO
Mobile Suit Z Gundam A New Translation: Eredi delle Stelle (2004; film)
Mobile Suit Z Gundam A New Translation II: Amanti (2005; film)
Mobile Suit Z Gundam A New Translation III: L'Amore fa palpitare le Stelle (2006; film)


FONTI
1 Intervista a Yoshiyuki Tomino pubblicata nel booklet del film "Mobile Suit Z Gundam A New Translation: Eredi delle Stelle" (Dynit, 2011)
2 Pag. 35 del report "Japanese Animation Guide: The History of Robot Anime", rilasciato nell'agosto 2013 dall'Agenzia di Affari Culturali giapponese. Rimediabile (parzialmente) tradotto in inglese alla pagina web http://mediag.jp/project/project/robotanimation.html
3 Post di Garion-Oh (Cristian Giorgi, traduttore GP Publishing/J-Pop/Magic Press e articolista Dynit) apparso nel forum Gurendaiz. http://www.gurendaiz.it/forum/index.php/topic/60418-choujikuuyousai-macross-tv-series-ai-oboeteimasuka-flashback2012/?p=921193
4 Vedere punto 1
5 Intervista a Kunio Okawara pubblicata nel booklet del film "Mobile Suit Z Gundam A New Translation: L'amore fa palpitare le stelle" (2011, Dynit)
6 Vedere punto 1
7 Consulenza di Garion-Oh
8 Come sopra
Mangazine n.18, Granata Press, 1992, pag. 56
10 Intervista a Tomino apparsa su Mangazine n. 31 (Granata Press, 1994, pag. 26)
11 Vedere punto 1
12 Consulenza di Garion-Oh. Confermato anche a pag. 429 del saggio "Storia dell'animazione giapponese" (Guido Tavassi, Tunuè, 2012)
13 "Storia dell'animazione giapponese", pag. 180. Confermato anche dal dossier "The Day the Earth Stood Still" pubblicato nel volume 4 di "Record of the Venus Wars" (Magic Press, 2009) e dal sito web (in giapponese) http://toro.2ch.net/test/read.cgi/shar/1336141685/
14 Saburo Murakami, "Anime in TV", Yamato Video, 1998, pag. 93
15 Come sopra
16 "Storia dell'animazione giapponese", pag. 184
17 Vedere punto 7

19 commenti:

emilio ha detto...

Condivido. Ma è innegabile che almeno il cast principale sia caratterizzato non solo adeguatamente, ma in modo direi notevolissimo. Ho avuto ad esempio l’impressione che ciascuna figura a bordo dell’Argama svolga un ruolo simbolico ben preciso in relazione al protagonista.

Kamille si ritrova orfano simbolicamente ancora prima che materialmente. Aveva un padre meschino e corrotto, una madre fredda e assente. Sull’Argama troverà quattro figure di genitori surrogati. Bright e Quatro sono due figure paterne. Bright è duro, ma autorevole. Severo ma giusto. Quatro, all’opposto del padre naturale di Kamille, è un uomo con alti ideali, con un grande progetto. Emma e Reccoa sono le figure materne. Emma fa per Kamille quello che sua madre non era stata in grado di fare: lo guida ma allo stesso tempo lo disciplina. Reccoa invece gli offre la sensibilità e l’affetto che la madre non sapeva dimostrare. Ma ciascuno di questi personaggi finirà per mostrare anche i suoi limiti, il suo lato oscuro: chi facendo errori irreparabili, chi fallendo nella missione più importante, chi tradendo. Prendere atto di ciascuna di queste cose sarà una parte dolorosa della crescita di Kamille.

Anche elementi destinati a diventare dei veri cliché nelle serie di Gundam qui hanno un ruolo preciso nel caratterizzare i personaggi. Penso ai complessi giochi di rispecchiamento fra Kamille, Amuro e Katz. Per Kamille, Amuro e Katz sono come due doppi. Entrambi lo costringono però a mettersi in discussione. Quello dei due che per Kamille sarebbe l’esempio a cui guardare (Amuro) è tormentato e bloccato, incapace di agire. Quello invece che dovrebbe guardare a Kamille come a un esempio (Katz), è sì debole e inesperto, ma ha l’entusiasmo e lo slancio ideologico che mancano a Kamille che, come Amuro in MSG, non è sicuro di sapere per cosa sta combattendo.

Quanto alle relazioni sentimentali, confesso che quella (voluta?) reticenza che faceva notare Mistè l’ho trovata addirittura preziosa. Vediamo i personaggi intrecciare le loro relazioni in modo indiretto, quasi dietro le quinte. Con poche scene madri e senza frasi fatte. Quasi tutte queste relazioni finiscono prima ancora di cominciare, in quello che è pur sempre un (melo)dramma di guerra. Ma questo, più che togliere, aggiunge a una serie che ha una finezza di scrittura non comune.

Jacopo Mistè ha detto...

Tu sì che mi dai soddisfazioni, altro che il Corà!
Z Gundam è una serie che amo molto, diciamo pure che è la mia serie gundamica preferita, pur cosciente che ha pecche di non di poco conto.

Prendo nota del tuo apprezzamento per come le storie sentimentali sono state condotte, però la cosa non è stata voluta in quanto Tomino ha ammesso che il tutto gli è sfuggito di mano da quant'era ambizioso... :(

Sull'analisi di Kamille, veramente gustosa :) Apprezzo come tu lo abbia sviscerato, mi permetto di ampliare umilmente il tuo contributo segnalando come di fatto il protagonista rappresenti, in modo ben più spiccato di Amuro, una metafora pessimista sull'otaku: il regista esprimette il suo monito sul futuro di queste persone dando loro espressione con il controverso eroe di Z Gundam. Un protagonista sempre sulle sue, nervoso, incapace di coltivare rapporti sociali e alla perenne e ingenua scoperta del mondo (che gli verrà "rivelato" per l'appunto dalle figure dell'Ahgama che, come hai scritto, gli fungeranno da nucleo familiare). E l'otaku, come Kamille, se non uscirà dal suo gusto si ritroverà anche lui col cervello letteralmente fritto (se hai visto il finale di sicuro hai capito cosa intendo dire :D).

Poco altro da aggiungere: concordo che il cast è perfetto e carismatico, mi lamentavo più che altro di come è stato gestito, tipo Emma Sheen che è spalla fissa per metà serie di Kamille e causa principale della sua maturazione, poi sparisce completamente dalle scene e riappare di rado, e in quei frangenti sembra quasi un fantasma da quant'è spenta...Stessa cosa che accade a molti altri componenti del cast. Cast veramente troppo grande, sarebbe bastato evitare di inventarsi tutti quegli antagonisti/carne da macello più o meno inutili (Sarah, Rosamia etc.).

Personale apprezzamento per Jerid Messa invece, per molti di un ruolo assolutamente inutile, ma l'ho trovato tra gli attori più tragici, archetipo dell'antieroe tominiano che è fondamentalmente un mediocre che cerca in ogni modo di riscattarsi senza mai riuscirci e finendo poi tragicamente (lo si era visto in Bern Bunnings di Dunbine e lo si ritroverà spesso in altre opere del regista, ad esempio Jonathan in Brain Powerd).

Grazie ancora dell'interessante contributo!

emilio ha detto...

Sì in effetti Emma a un certo punto diventa latitante, e non solo lei. Per gestire la folla immane di personaggi ci sono vari giochetti di entrate e uscite (gente che cambia nave per un po', va in missione non si sa dove etc). Quello è senz'altro un difetto.

D'accordo anche su Jerid. Bella la scelta di non avere un solo antagonista principale (come Char in MSG) ma una serie di figure più differenziate.

Jerid è appunto un mediocre che non riesce a essere all'altezza delle proprie ambizioni, e nemmeno dei propri propositi di vendetta. Questo, unito appunto a moventi personali tutto sommato condivisibili, finisce per rendere lo spettatore simpatetico. La sua fine è drammatica proprio nel suo anonimato.

Tutto il contrario di Scirocco. La sua brillantezza e la sua (presunta) grande visione rendono insopportabile la freddezza con cui manipola il prossimo.

Scirocco in fondo merita di essere l'antagonista finale proprio perché l'unico antagonista della serie che unisca una statura sufficiente con una vera corruzione morale. I capi dei Titani in fondo sarebbero stati troppo meschini in quel ruolo.

Martin Eden ha detto...

Finito di vedere il secondo atto gundamico, come ho già detto nei precedenti commenti un "quasi" capolavoro, più sulla linea capolavoro che al di sotto dell'eccellenza. Sarà che sono strano io, forse mi difetta lo spirito critico, ma ho trovato la gestione dei cento personaggi notevole. Basta un episodio a Tomino per caratterizzare un personaggio, seppure sterotipo di miliardi d'anime (all'epoca ancora non erano sterotipi), riesce a farti attaccare e empatizzare con il personaggio che viene focalizzato nell'episodio a lui dedicato. Mai trovato nulla di simile, specialmente negli anime moderni, riuscire a rendere vivo un personaggio in venti minuti è un'impresa titanica. Non solo gestisce i personaggi divinamente, non spreca nemmeno il budget che viene usato a dovere nelle battaglie e nelle scene più importanti.

In confronto a Gundam 0079, questi nuovi personaggi sono più vivi e splendidi che mai. Si nota maturità ed esperienza a gestire un cast foltissimo. In confronto i comprimari di 0079 sono dei robot (a parte Seyla, Bright e Mirai). Mai visti tanti personaggi secondari cosi carismatici e con una visione della guerra e della vita cosi ben definita. Se la sceneggiatura di Gundam Z è confusionaria, allora cosa si deve dire di un Legend of the Galactic Heroes? Trovo che le due opere si concentrino più sulla cronaca "militare"(in LOGH anche quella politica e sociale) che sui rapporti intepersonali, importanti ma appenna accennati e che lascia il compito allo spettatore di riempire il vuoto delle azioni dei personaggi, conoscendo il modo di agire e la psicologia di quest'ultimi. Nessuno si riesce a comprendere, nelle vittorie dei personaggi si nota una sottile vena di pessimismo che esplode negli episodi finali. Si esce amareggiati e delusi come Amuro, non c'è speranza di capirsi e le differenze di ideologie dei personaggi portano a tragedie e cicatrici profonde. Se in Gundam 0079 c'era speranza, nello Zeta c'è la morte della speranza, in poche parole è L'Impero Colpisce Ancora dei Gundam.

Difetti enormi a mio parere sono: Tomino depresso che cambia messaggio ad ogni episodio, involontariamente anche i protagonisti diventano fascisti- Titans. Voluto o no, alla fine l'ambiguità mi è piaciuta, ma trovo un difetto dare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Kamille ottimo personaggio inizialmente, mano a mano che la serie prosegue si spegne, troppi personaggi secondari più carismatici di lui, ricalca troppo spesso la metafora otaku di Amuro della prima serie. Avrei preferito Amuro come protagonista, aveva ancora molto da dire, ho amato gli episodi sulla Terra. Il cinismo, la disillusione e la perdita della speranza di miglioramento del genere umano sono bene raccontate attraverso la sua figura patetica e stanca, peccato perchè un protagonista più "adulto" per lo spirito della serie avrebbe giovato. Troppi combattimenti gratuiti, grande regia ma troppe esplosioni, ho avvertito in alcuni frangenti la natura commerciale di vendere modellini. Poco utilizzo di Katz, putroppo manca un Amuro da contrappore alla sua visione di giovane idealista. Kamille ha già detto tutto con il vecchio Amuro dello 0079.

Nota di merito per il personaggio di Jerid, per ora il migliore che ho visto in un Gundam. Sembra uscito dalla penna di un Carver e uno Yates, amo i perdenti frustrati. Non c'è speranza di elevazione sociale, davanti al genio, talento, furbizia e corruzione si può solo perdere, come non amare il Tomino depresso.

Ecco dopo Gundam Z è difficile trovare un altro anime di tale qualità, mi sa che mi fiondo su Ideon e sono pronto ad un nuovo attacco di misantropia di Tomino.

Jacopo Mistè ha detto...

Tanto di cappello per il tuo commento. Complimenti, ma davvero, mi hai riacceso entusiasmo per la serie!

Serie che, personalmente, ho adorato allo sfinimento la prima e ultima volta (finora) che l'ho vista, divorandomela al ritmo di 5 puntate al giorno. Nonostante questo, però, per me è un'opera che si regge quasi interamente sul carisma più che su meriti di sceneggiatura. È disegnata divinamente, è animata benissimo e vanta un cast strafigo che annienta tutto (ma reputo i personaggi comunque inferiori a quelli di 0079, che sono meno "vistosi" e spaccano meno lo schermo ma sono molto più approfonditi, anche perché la trama concede loro più spazio per svilupparsi), ma appunto, la sua spettacolarità sovrasta i troppi personaggi e i milioni di avvenimenti che si accavallno uno sopra l'altro in modo schizofrenico.

Mi citi LOGH che adoro (è in assoluto il mio anime preferito), ma non sono d'accordo: lì la politica, la Storia e la filosofia sono analizzate in modo estremamente lento e meticoloso, spendendo un sacco di tempo in riflessioni e approfondimenti. In Z Gundam c'è ta ntissimo materiale, o meglio ci sono tantissimi spunti, ma tutto è analizzato in modo affrettato, in linea con la trama convulsa.

Z per me è un capolavoro, ripeto, ma perché lo reputo un Gundam che si basa UNICAMENTE su estetica (sontuosa) e personaggi (carismaticissimi). Ma lo script imho è una delusione, non fatico a credere che Tomino abbia voluto realizzarlo in questo modo scazzato per dissapori verso il pubblico.

Buona visione con Ideon!

Alberto Dolci ha detto...

Condivido con Mistè il fatto che LOGH a livello di script sia tutto un altro livello rispetto a Z gundam, ma tipo dalla terra alla luna, epperò non butterei via del tutto nemmeno lo script di Z, non c'è solo estetica e personaggi cool, ma anche sostanza secondo me la cosa che ammazza di più Z sono i "seguiti" ZZ e Char counterattack: Z al netto di qualche parte troppo affrettata che richiedeva alcuni episodi in più comunque getta delle buone basi sia nello sviluppo politico, che dei personaggi in se (i pochi sopravvissuti :D ) basi che verranno mandae in vacca in una marea di bimbominchiate(ZZ) e sboronate fini a se stesse (CCA). Un grosso flaw di Z sono gli antagonisti(in senso politico) i "titani" perché al netto di qualche singolo elmento tra loro, sono proprio dei "cattivi schifosi" in senso classico, e non c'è come nel primo gundam l'idea che "eppero tutto sommato gli ideali di zeon non sono sbagliati e tra i loro soldati c'è tanta brava gente".

Concordo con Martin su Jerid Messa, pur risultando inutile dall'inzio alla fine il personaggio da "ciclo dei vinti" ha il suo fascino ed è interessantissimo e umano: ottuso, cocciuto, resistente come uno scarafaggio e al contempo incapace di essere all'altezza delle proprie ambizioni un eterno sconfitto che è talmente piccolo da non rendersi neppure conto dei propri limiti. Sparirà in maniera insignificante,sul fondo di una tragedia ben più grande, ancora imputando la colpa al "nemico"

Martin Eden ha detto...

Se devo essere sincero ho preferito lo 0079, non tanto per i personaggi, ma perchè vanta una trama molto più lineare, solida e in linea con una fantascienza anni '50 e '60 che personalmente ho sempre amato. Gli avvenimenti del primo Gundam entrano nel cuore dello spettatore, tramuta in leggenda le battaglie, alla fine posso capire gli spettatori giapponesi nel seguire la trilogia cinematografica dei film dello 0079(non della serie tv). I tre film sono dei capolavori cinematografici senza tempo, non faccio fatica ad accostarli a degli Star Wars nipponici. La battaglia di A Baoa Qu ormai nella mia mente è come se fosse una battaglia di Endor o Hoth. Il primo Gundam è solida e pura fantascienza, una macchina d'intrattenimento senza pari, specialmente i film con il loro ritmo e velocità, tra fughe, guerre e inseguimenti non ha nulla da invidiare alla saga di Lucas.


Ecco tutto questo manca alla Z, paradossalmente il difetto dello Z è rendere più complesso e contorto lo 0079. All'inizio sono rimasto spaesato nei primi episodi del sequel, totalmente diversi dal primo Gundam. Ho avuto bisogno di sei episodi per entrare nelle nuove fazioni in gioco e nel nuovo design dei mech, per non parlare della regia più barocca e dai toni più cupi. Ci si entra piano nell'opera, passato lo sconcerto iniziale si scopre il Gundam più epico, mastondico e kolossal a cinque stelle di sempre. Registicamente è una macchina impazzita e fuori controllo, un Tomino che firma probabilmente il kolossal della sua vita. Il difetto sta nella grandezza dell'opera, molto spesso ho pensato "ma dai è troppo", anche le morti ad un certo punto sono pura routine e lasciano freddi. Concordo nel termine schizofrenico, anime fuori da ogni schema, non si sa mai come valutare un episodio. Il suo maggiore difetto è la sua forza, non credo ci sia un altro anime che possa accostarsi a Gundam Z. Il misfatto di Tomino è da lodare a distanza di anni, non so se vada a botte di culo o ci trolli sempre a tutti nelle sue interviste.

LOGH è un capolavoro assoluto, ma appunto per narrare Storia, politica, economia e strategie militari dimentica i personaggi. Non che sia un difetto, ma i personaggi sono tratti pari pari da famosi personaggi storici. Si nota un certo naturalismo e fredezza nel descrivere i loro comportamente, sono talmente tanti che per forza di cose che molti sono relegati sullo sfondo. L'opera dopottutto è un trattato sulla Storia, a mio parere è il Guerra e Pace degli anime, come in Tolstoj i personaggi sono il contorno della Storia.

In Gundam Z avviene il contrario, intrecci politici e trama vengono relegati per dare spazio ai personaggi. La guerra è più dinamica e realistica dello 0079. Il difetto dei personaggi che scompaiono perchè in missione l'ho trovato il pregio del narrare una guerra su più fronti. Alla fine si segue Kamille e la sua visione della guerra, come se appunto fosse la sua cronaca "militare". Effetto non voluto, ma che per fortuna di Tomino esce fuori da ogni puntata dell'anime. I personaggi si spostano, combattono off screen, ma si sente il loro peso nelle fughe o scaramoccie spaziali. Almeno queste le mie sensazioni sulla gestione cast. Solita domanda : botta di fortuna o Tomino troll? Non si saprà mai.

Alberto Dolci ha detto...

Personalmente, credo che in LOGH durante i suoi moltissimi episodi e dialoghi i personaggi vengano fuori benissimo,con uno story-telling che da un certo punto di vista è più freddo,una regia che concede poco all'epica ma che da molto sul piano umano. Z-gundam è una carneficina eppure io ho sentito molto di più le morti dei personaggi di LOGH,qualcuna è stata un pugno nello stomaco come se se ne fosse andato realmente un amico con cui si è discusso di tutto fino al giorno prima, mi sono trovato tantissime volte a sperare che questo o quel personaggio uscisse vivo da una determinata situazione; in Z gundam no,in generale in tutti i gundam, ti affezioni ai personaggi: ma che Amuro fosse morto, pure nella prima serie, probabilmente non me ne sarebbe importato granche perché era "solo" un personaggio. Quelli di LOGH non sono personaggi, sono persone: per questo talvolta il loro modo di presentarsi è distaccato, eppure io mi sono sentito davvero triste perfino per la morte di Oberstain un uomo freddissimo che mostra la sua umanità in un paio di parole "fredde" prima di morire

Martin Eden ha detto...

Sulle morti concordo, infatti come dicevo in Gundam Z sono rimasto freddo e impassibile a tante morti. Colpa anche del fenomeno "morte telefonata", dopo che si èavvezzi a tanti anime o opere è normale aspettarsi la morte di determinati personaggi.

In Logh a fine prima serie (ultima puntata) ci sono rimasto malissimo alla morte di un famoso personaggio, sono rimasto di sasso, mi aspettavo la sua morte molto più avanti nella serie. Mi ci ero affezzionato e speravo almeno in un briciolo di felicità per lui. Appunto Logh ha un aprroccio naturalista, per questo ci si affeziona ai personaggi . A livello di script concordo che Logh è un romanzo (non a caso è tratto da libir) e Gundam Z è puro intrattenimento d'alta classe, ma sempre di botte e esplosioni si tratta, seppure trattate in maniera intelligente. Due opere imparagonabili, per qualità e intenti. Ho paragonato le due opere a livello gestione personaggi, devo dire che in questo si assomigliano. Molti personaggi è innegabile che in Logh rimangano in secondo piano, ma perchè l'intento di Logh è mostrare e analizzare la Storia che l'umanità ogni giorno con le sue azioni plasma. Per forza di cose molti eventi si svolgono in maniera veloce, non a caso ci sono vere e proprie puntate (narrate con il narratore) che sembrano tratte da una cronologia. Ci si sofferma brevemente su personaggi secondari, invece Tomino ci calca sopra anche perchè il suo ampio cast è meno numeroso.


Molti miei conoscenti a cui ho consigliato Logh lo hanno abbandonato senza pietà, proprio per via che non riuscivano a seguire gli innumerevoli eventi e hanno trovato i personaggi trattati in maniera superficiale. In questo caso è questione di sensibilità e di gusto , anche perchè Logh ha tanti multistrati eedè talmente vasto ed ampio che ammetto che per seguirlo serve essere un elitè di gente acculturata e non pigra intellettualmente ( modalità fascista-megalomane off). Per me capolavoro assoluto, però è innegabile che il suo scopo non è seguire la psicologia dei personaggi, fanno da collante alle vicende dell'intera umanità ben descritte e narrate.


Gundam Z ha l'intento di sviscerare le debolezze e la pazzia dei personaggi, molti nella loro schizofrenia mi sono sembrati degni di un Watchmen di Alan Moore, specialmente Jerid. Sono quei personaggi degli ann'80 più bui e oscuri, quegli anni '80 nascosti sotto una patina solare e piena di sorrisi, ma che sotto al letto nascondeva le peggio porcate. Figlio dei suoi tempi, ma avanti anni luce a produzioni più moderne nella gestione dei personaggi. Non si fa scrupolo a gettare nel bidone un personaggio come Emma, finito il suo ruolo da madre non ha più nulla da dire, rimane solo lo sterotipo. In venti minuti delinea un personaggo e lo butta via,ma il messaggio è stato lanciato allo spettatore. Sono stereotipi rispetto a Logh ma è indubbio che rimangano scolpiti nella memoria dello spettatore.

Un peccato aver buttato Amuro come guest star, perchè nella seconda serie sembra finalmente umano e con un enorme potenziale per svilluppi futuri, che putroppo sembrano non avvenire avendo letto la recensione del Contrattacco di Char. Peccato ho percepito anche io come lo Z sia un Gundam di passaggio, un Impero Colpisce ancora che non sembra (almeno dalle rece) supportato da un buon Ritorno dello Jedi.

Anonimo ha detto...

sono l'anonimo-senza-nick e rispondo un po' a tutti :-)

quando si parla di Zeta bisogna sempre ricordare che secondo Tomino non doveva proprio esistere.

se poi iniziamo i confronti con la prima serie, Zeta ne esce con le ossa rotte.

parlando dei personaggi, io non li ho trovati cosi' ben caratterizzati. sembrano forse piu' complessi perche' e' piu' o meno da qui che Tomino ha smesso di spiegarli, lasciandoli agire e basta. Emma, Reccoa, Blex, Henken, Bask, Beltorchika, Kakrikon ecc. che spessore hanno? posso salvare giusto Haman e Scirocco.

Char in Zeta non e' una novita', dato che gia' nella prima serie aveva dimostrato di essere un idiota (oltre ad essere stato umiliato da Amuro come uomo e come pilota).

Jerid, che dire? e' una macchietta che torna utile a Tomino nella narrazione, in quanto senza cervello e senza aspirazioni (eppure e' stato antagonista di Kamille per un bel po' di tempo!), ma non e' originale. ha vuto illustri predecessori in Dunbine e L-Gaim e avra' un successore in Brain Powerd.

parlando della sceneggiatura, la struttura della prima serie era sulla carta molto lineare, con i vari comandandanti nemici nel ruolo di avversario della settimana (prima Char, poi Garma, Ramba Ral, M'Quve ecc.), sequendo lo schema canonico del tempo con tutte le sue limitazioni (con Amuro che doveva essere presente in ogni episodio cosi' come le battaglie, ad esempio). la bravura di Tomino e' stata quella di giustificare il tutto nella sceneggiatura, dato che si seguono solo lo vicende di una nave (secondaria) e non della guerra nel suo complesso. e' proprio come voleva Tomino: una storia funzionale al suo intento narrativo (che non e' _mai_ stato quello di concentrarsi sulla cronaca militare o politica, sia chiaro).

[ogni possibile difetto della prima serie e' stato aggiustato nei tre film, che sono la versione definitiva del 1st Gundam]

> Se in Gundam 0079 c'era speranza
> nello Zeta c'è la morte della speranza

ma c'era gia' in Ideon (l'opera che ha seguito Gundam nella stessa fascia oraria) e in Dunbine (che ha seguito Ideon nella stessa fascia oraria ed e' stato poi seguito da L-Gaim, Zeta ecc.).

molte delle cose mostrate in Zeta sono state gia' viste (in Gundam, in Dunbine...)

infine mi permetto di dire che il solo fatto che Zeta possa far pensare a LOGH costituisce il suo vero fallimento.

Jacopo Mistè ha detto...

Rispondo a frasi varie di un po' tutti.

"LOGH è un capolavoro assoluto, ma appunto per narrare Storia, politica, economia e strategie militari dimentica i personaggi. "

Non concordo con questa e le tue successive considerazioni su LOGH, quella serie la ritengo perfetta perché non solo la storia, ma anche i personaggi sono sontuosi, sembrano - come dice Alberto - persone vere. Non certo "cool" come quelle di Z, ma estremamente ben delineate: hanno il tempo di godere di una caratterizzazione approfondita che le rendono tridimensionale, questo perché il regista affronta la narrazione con estrema calma e si ritaglia tutto il tempo che vuole per dare spessore al cast.

"Almeno queste le mie sensazioni sulla gestione cast. Solita domanda : botta di fortuna o Tomino troll? Non si saprà mai."

Visti i retroscena che si sanno, direi botta di culo. Nella rece parlo di una involontaria prova d'autore, nel senso che Tomino è un regista così completo che anche se dirige scazzato dà comunque un'impronta fortissima a storia e cast (è una cosa che succede spesso nelle opere su commissione affidate a grandi artisti).
Una cosa che non c'entra niente col discorso, o quasi: anche il tanto vituperato Gundam SEED Destiny, imprevedibilissimo perché strapieno di rimaneggiamenti di sceneggiatura a opera in corso, con tutte queste cose trova comunque un soggetto di fondo involontariamente adirittura eccezionale.

"Gundam Z ha l'intento di sviscerare le debolezze e la pazzia dei personaggi, "

Per me non è questo il suo scopo. Per me non ha altro scopo che proporre un intrattenimento iperfigo a base di mecha scintillanti, personaggi stra-carismatici e atmosfere tetre e serissime (che per questo risultano cool). Quello che ci vedi te imho si vede di più su Layzner (dello stesso anno), altra gran serie mecha cupa e d'autore e retta su personaggi abbastanza sviscerati.

"Non si fa scrupolo a gettare nel bidone un personaggio come Emma, finito il suo ruolo da madre non ha più nulla da dire,"

Purtrorppo i personaggi uccisi non lo sono per esigenze di trama, ma per semplice dispetto del regista verso i fan. Insomma niente volontà particolare di lanciare chiussà che messaggi, solo infantile vendetta.

"Peccato ho percepito anche io come lo Z sia un Gundam di passaggio, un Impero Colpisce ancora che non sembra (almeno dalle rece) supportato da un buon Ritorno dello Jedi."

Ma almeno in ZZ e in CCA non ci sono gli Ewoks!

Jacopo Mistè ha detto...

"Jerid, che dire? e' una macchietta che torna utile a Tomino nella narrazione, in quanto senza cervello e senza aspirazioni (eppure e' stato antagonista di Kamille per un bel po' di tempo!), ma non e' originale. ha vuto illustri predecessori in Dunbine e L-Gaim e avra' un successore in Brain Powerd."

Vabbè, allora Shinji di Evangelion è una macchietta non originale perché ha avuto illustre predecessore in Amuro Ray. Dai, su, un'opera va giudicata senza confronti con predecessori (senza contare che sia Bern Bunnings che Gavlet Gablae riescono nell'impresa di essere molto peggio trattati di Jerid. Giusto Gije in Ideon è trattato meglio).

"dato che si seguono solo lo vicende di una nave (secondaria) e non della guerra nel suo complesso"

La White Base però svolge la funzione FONDAMENTALE nel concludere la guerra. Porta l'0RX-78-2 nella base federale di Jaburo da cui poi viene avviata in massa la produzione di GM che poi sconfiggeranno Zeon. Ha ruolo di protagonista assoluta. Semmai è in Dougram che le battaglie della Zanna del Sole non hanno alcun risvolto nell'esito finale della guerra deloyerana.

"ma c'era gia' in Ideon (l'opera che ha seguito Gundam nella stessa fascia oraria) e in Dunbine (che ha seguito Ideon nella stessa fascia oraria ed e' stato poi seguito da L-Gaim, Zeta ecc.)."

Sia Ideon che Dunbine terminano, nonostante la megacarneficina, con un messaggio di speranza per le nuove generazioni. Z è invece proprio il primo lavoro di Tomino nichilista e senza speranza all'estremo (cosa che verrà poi rinnegata in ZZ, ma tant'è...).

Anonimo ha detto...

sono l'anonimo-senza-nick e rispondo

su Jerid:

> allora Shinji di Evangelion è una macchietta non originale perché ha avuto
> illustre predecessore in Amuro Ray.

con la piccola differenza Tod Guines, Bern Bunnings, Gavlet Gablae, Jerid Messa e Jonathan Green siano stati partoriti dallo stesso autore, dunque il tuo esempio non calza.
(poi Tomino e' uno che riprende spesso i suoi personaggi, pensa a Hime Utsumiya-Sochie Heim o Katejina Loos-Queency Itthor)

inoltre nel tuo esempio ci trovo un po' di malizia, nel confrontare una macchietta monodimensionale senza ne' arte ne' aperte con uno dei personaggi cardine dell'animazione giapponese. ti ricordo che se Amuro era "la nostria storia" per gli spettatori di Gundam (e Hikaru lo era per gli spettatori di Macross), Shinji lo e' stato per gli spettatori di Evangelion. e ti diro' di piu': la società giapponese non si e' ancora evoluta dal modello comportamentale di Shinji Ikari.

> un'opera va giudicata senza confronti con predecessori

e invece e' lecito farlo, dato che l'autore e' lo stesso.
autore che voleva fare solo Kidou Senshi Gundam nel 1979 (e Seisenshi Dunbine nel 1983) e al quale tutti gli altri anime a titolo "Gundam" (eccetto ∀) sono stati imposti.

> La White Base però svolge la funzione FONDAMENTALE nel concludere la guerra.

il fatto che la nave abbia una funzione fondamentale nel concludere la guerra non cambia il fatto che nel 1st Gundam si seguano lo vicende di una sola nave e non della guerra nel suo complesso. il fatto che la WB diventi fondamentale nella guerra e' per certi versi incidentale. ma il focus e' sulla WB, protagonista, mentre la parte di guerra e' una cosa secondaria (per stessa ammissione di Tomino)

> Sia Ideon che Dunbine terminano, nonostante la megacarneficina,
> con un messaggio di speranza per le nuove generazioni. Z è invece
> proprio il primo lavoro di Tomino nichilista e senza speranza all'estremo

per forza, ci ha lavorato obtorto collo e i gunota lo apprezzavano pure.
che speranza poteva nutrire in una generazione che sembrava non volere crescere?
quando poi ha appurato che la generazione del 1st Gundam non era cresciuta, ha deciso di fare piazza pulita con CCA

Jacopo Mistè ha detto...

"inoltre nel tuo esempio ci trovo un po' di malizia, nel confrontare una macchietta monodimensionale senza ne' arte ne' aperte con uno dei personaggi cardine dell'animazione giapponese."

Io vedo più malizia da parte tua nel dover sempre sottolineare ossessivamente che quasi tutti i Gundam non erano voluti dal creatore, e da questo assunto tiri fuori l'equazione che sono automaticamente merda. Deduco che, quando ti appresti a leggere un libro o a guardare un film, ti informi prima se sono stati commissionati agli autori da parte dei loro editori (o dagli studios cinematografici)e, in qual caso, rinunci a leggerli/guardarli?

"con la piccola differenza Tod Guines, Bern Bunnings, Gavlet Gablae, Jerid Messa e Jonathan Green siano stati partoriti dallo stesso autore, dunque il tuo esempio non calza.
(poi Tomino e' uno che riprende spesso i suoi personaggi, pensa a Hime Utsumiya-Sochie Heim o Katejina Loos-Queency Itthor)"

Sì, ma sono praticamente tutti PEGGIORI di Jerid, come caratterizzazione e uso nella trama. Ergo, Jerid è meglio anche se è venuto dopo.

"autore che voleva fare solo Kidou Senshi Gundam nel 1979 (e Seisenshi Dunbine nel 1983) "

e Xabungle.

"il fatto che la nave abbia una funzione fondamentale nel concludere la guerra non cambia il fatto che nel 1st Gundam si seguano lo vicende di una sola nave e non della guerra nel suo complesso. il fatto che la WB diventi fondamentale nella guerra e' per certi versi incidentale. ma il focus e' sulla WB, protagonista, mentre la parte di guerra e' una cosa secondaria (per stessa ammissione di Tomino)"

Che Gundam sia, per Tomino, essenzialmente la storia di formazione di Amuro, si sa. Ma ciò non toglie che guardando Gundam lo spettatore capisce perfettamente come si è svolta e come si svolge la Guerra di Un Anno, visto che la White Base nella sua odissea influenza tutto l'andamento bellico portando alla sua risoluzione. Flashback e rivelazioni varie spiegano addirittura le varie zone d'ombra e i vari fatti storici non legati alla White Base(battaglia di Loum, cattura del generale Revil, Odessa, occupazione zeoniana di quasi tutta la Terra, etc.).

Anonimo ha detto...

sono l'anonimo-senza-nick

> Io vedo più malizia da parte tua nel dover sempre sottolineare
> ossessivamente che quasi tutti i Gundam non erano voluti dal creatore

non e' malizia bensi' la verita'. che problema c'e' ad ammetterlo?
anzi, secondo me e' bene ribadirlo, dato che i fan de "la saga" tendono a dimenticarlo, facendo diventare il tutto una cosa per iniziati, pfui.
(e, cosi' facendo, allontanano potenziali nuovi spettatori del 1st. del tipo che "hai mai visto gundam?" (intendendo il 1st), risposta "no, troppe serie / non ci capisco niente / non so da dove partire / non mi piacciono i "robottoni" ecc.")

> ma sono praticamente tutti PEGGIORI di Jerid

permettimi di dissentire, se posso. Bern Bunnings alla fine e' riuscito a dire qualcosa, e' servito. inoltre ti ho citato Jonathan Green, che e' successivo e secondo me e' l'incarnazione migliore di quel tipo di personaggio.

> Che Gundam sia, per Tomino, essenzialmente la storia di formazione di Amuro, si
> sa.

su quel "si sa" non sarei troppo convinto. se fosse come dici, non avremmo i gunota, non avremmo quelli che "la saga", non avremmo quelli che si masturbano sulla continuty e sui modellini ecc.
diciamo che e' cosi', ma che poi il pubblico se n'e' fregato.

> Ma ciò non toglie che guardando Gundam lo spettatore capisce perfettamente come
> si è svolta e come si svolge la Guerra di Un Anno

e tanto basta. quello che l'autore voleva era un contesto verosimile per le sue vicende. nel 1st c'e' tutto e non serve altro.
tutte le aggiunte e le spiegazioni e il riempire buchi narrativi (?) fatti a posteriori da altri (sia in animazione che su carta), sono puro fan service per otaku.

Jacopo Mistè ha detto...

"non e' malizia bensi' la verita'. che problema c'e' ad ammetterlo? "

Ad ammetterlo, niente. Solo che il tuo atteggiamento è "farne una colpa", ribadirlo così tante volte per sottolineare la tua personale e discutibile equazione "commissionato=merda".

"permettimi di dissentire, se posso. Bern Bunnings alla fine e' riuscito a dire qualcosa, e' servito. inoltre ti ho citato Jonathan Green, che e' successivo e secondo me e' l'incarnazione migliore di quel tipo di personaggio."

Qui siamo alle semplici opinioni. Bern Bunning l'ho trovato pessimo: per tutta la serie si sente il rivale per eccellenza di Sho senza alcun motivo che lo giustifichi, poi si inventano il drammone della sua perdita di memoria per chissà quali motivi (visto che la cosa non porta ad alcun risvolto nella storia), poi lo lasciano a sè stesso fino allo scontro finale. Le motivazioni del suo odio per Sho non verranno mai spiegate. Quantomeno Jerid e Kamille hanno migliaia di motivi penr odiarsi, si massacrano a vicenda fidanzate/familiari volta per volta e provano antipatia reciproca l'uno per l'altro fin dal primo episodio. È molto più sensata la loro rivalità.

Jonathan Glenn ha un ruolo nella trama di BP (o meglio non tanto nella trama, quanto nelle finalità sociologiche della serie, visto che la trama è completamente tirata via), ma non mi ha colpito in altro. La figura di "patetico mediocre scazzato dalla vita che cerca inutilmente di emergere e rimane perdente fino alla fine" ritengo si adatti molto più a Jerid.

"non avremmo i gunota, non avremmo quelli che "la saga", non avremmo quelli che si masturbano sulla continuty e sui modellini ecc."

Alla fine i Gunota sono per la stragrade maggioranza appassionati di modellini a cui non frega nulla di trama e messaggi, sia del First Gundam che dei mille seguiti. Si ignorano e basta. Ma non trovo ci sia nulla di male appassionarsi alla saga, nonostante non fosse stata voluta in origine dal suo creatore.
Ci sono, scommetto (non faccio titoli perché non c'ho voglia di stare a perdere ore a cercare fonti per confermare una cosa così ovvia), un sacco di saghe anime/cinematografiche di alta qualità che non ne aecessariamente erano state impostate per essere tali, che magari contavano solo sul primo ep/film e che poi sono state comunque portate avanti trovando dei signori sequel.

(ad esempio la saga del Pianeta delle Scimie, tò)

Martin Eden ha detto...

Non c'entra niente con la discussione e sono fuori tempo massimo come al solito, ma per Pianeta delle scimmie intendi i 5 film della saga classica o i nuovi? No, perchè di solito mi sento un pazzo a dire che mi piacciono i sequel della saga classica, specialmente il secondo film con il suo finale che fa sembrare un finale di Tomino un lieto fine Disney. Tra l'altro l'ultimo film ha il pregio di chiudere la saga in modo fantastico. Il primo film rimane un capolavoro, ma pure i sequel vanno dall'ottimo a buon film. Chiuso l'enorme ot, raro trovare chi ama i sequel, bisognerebbe valutarli sempre staccati dai retroscena e non paragonarli all'opera precedente.

Jacopo Mistè ha detto...

Intendo la totalità dei sequel e prequel del Pianeta delle Scimmie (quindi vecchi e nuovi), che appunto compongono una saga dalla qualità stratosferica (a parte quello orribile di Tim Burton, giustamente fuori continuity).

Anche lì abbiamo un libro dalla trama chiara e definita trasformato in un film altrettanto chiuso e completo, ma il successo di quest'ultimo porta di riflesso alla nascita di ben 6 seguiti non previsti dall'autore originale. E allora? Sono quasi tutti bellissimi e creano la saga sci-fi cinematografica più riuscita della Storia del cinema.

Ergo, chissefrega se sono film voluti o meno dall'autore originale imho.

Martin Eden ha detto...

Concordo sulla saga più riuscita, aggiunto anche la saga sci-fi più sottovalutata della storia del cinema, per fortuna i reboot l'hanno riportata in auge, oserei dire nel migliore dei modi. I nuovi sono bellissimi, ma li considero più reboot (l'esempio più riuscito di reboot) della precedente saga. Se vogliamo dirla tutta sarebbero pure prequel ufficiali, visto i vari intrecci temporali creati dal dopo secondo film. La qualità della scrittura è talmente elevata da riuscire a creare un reboot-prequel, di questa qualità non c'è riuscito nemmeno Abrams con i nuovi Star Trek ( che mi sono piaciuti molto).

Quoto sul chissenefrega, anche perchè espandono un universo, aggiungono novità ben riuscite e bene o male vengono rispettati i messaggi di fondo del precedente film. Film tutti diversi con una propria aninma, e riescono a creare appunto un intero universo. Idem per Gundam Z, espande i concetti di base del precedente Gundam, incupisce il tutto e inserisce sullo sfondo tragedie alla Shakespeare intorno ai personaggi. Le ultime due puntate sono da delirio mistico per bellezza. L'immagine finale di Kamille, a mio parere, vale quanto quella finale di un Brazil di Gilliam per impatto emotivo e nichilismo. Tomino voluto o meno, indubbiamente ha sfornato un capolavoro dell'animazione, con buona pace sua ne parliamo ad anni di distanza. Non riesco ad immaginarmi un "solo" 0079 senza uno Z di fianco, ormai per me è la sua naturale continuazione, due anime diversi che si completano a vicenda e brillano ciascuno di luce propria.

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